Bimbo di 5 anni attende per 4 ore un’ambulanza Covid. La denuncia

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«Mio figlio Genny è ricoverato a Napoli con la madre. Entrambi hanno il Covid-19 ma combattono, soprattutto mio figlio. Abbiamo atteso per ben 4 ore fuori al pronto soccorso prima di essere trasportato a Napoli. Una situazione assurda» . A scriverlo su Facebook Giuseppe Sorrentino il padre del piccolo Genny, bambino di appena 5 anni affetto da una malattia metabolica molto rara.

«Bambini  per i quali – scrive Sorrentino in un post –  anche un semplice raffreddore può essere fatale.

Ieri, intorno alle ore 19.30, il piccolo con febbre alta e difficoltà respiratorie, dagli operatori della croce rossa di Nocera Superiore, dopo essere stato stabilizzato viene condotto all’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, tenuto in ambulanza non essendo la struttura ospedaliera atta ad ospitare il fanciullo.

Appurata la necessità che Gennaro dovesse essere tradotto presso il nosocomio napoletano è sorto il problema: nessun mezzo era disponibile da Nocera verso Napoli.

Persino gli operatori del 118 si erano offerti di condurre il bambino al capoluogo campano tuttavia mancava l’autorizzazione per far partire Gennaro.

Soltanto dopo diverse segnalazioni ed il tempestivo intervento della Dottoressa Gentile e dell’Onorevole Lucia Vuolo, i genitori, Giuseppe e Mariarosaria sono riusciti ad ottenere il trasferimento di Gennaro a Napoli e vedere riconosciuto al bimbo il suo diritto di essere curato.

Dopo ben 4 ore d’attesa all’esterno dell’Umberto I, chiuso nel mezzo sanitario con febbre alta e difficoltà respiratorie, è arrivata un’ambulanza da Salerno che ha condotto Genny e la sua mamma a Napoli.

Mamma Mariarosaria Speranza sottolinea di aver provato grande dolore, paura e sconforto in queste ore terribili , ma non ha paura di raccontarlo a tutti come racconta della alla sua forza d’animo e della rabbia e indignazione che condivide assieme al marito.

Qualcuno ieri l’ha definita un “Kamikaze” e forse è stata davvero così: disposta a tutto per il suo Kiky. Ma se non fosse stato per il Kamikaze Mariarosaria, insieme al suo Genny l’autoambulanza non avrebbe trasportato un’altra bimba angrese di soli 2 anni. “Siamo tutti uguali e Kiky aiuta sempre i suoi amici” – chiosa Mariarosaria. Giuseppe e Mariarosaria sono “genitori coraggio” che non hanno paura di denunciare un fatto grave.

Giuseppe si rivolge alle istituzioni ed alle autorità affinché ascoltino il suo grido di aiuto che si fa grido comune di tutti i genitori e di tutti i bimbi speciali. La domanda retorica di Giuseppe è “chi non ha Santi in Paradiso, non ce la fa???

Ad ogni essere umano spetta il riconoscimento dei propri diritti ma soprattutto tutte le persone devono essere uguali”.

L’indignazione del giovane padre è tanta. La rabbia di questo genitore è rivolta anche e soprattutto ai cittadini: a tutti quanti a distanza di un anno lamentano la mancanza di libertà segnata dalle restrizioni anticovid-19. “A tutti questi rispondo solo con una fotografia. Guardate mio figlio e ritenetevi fortunati a stare a casa ma soprattutto a stare bene. Il covid-19 esiste e non fa sconti a nessuno. Il mio piccolo guerriero ora lotta in ospedale insieme alla sua mamma”

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8 COMMENTI

  1. Una vicenda sconvolgente… Non ci sono parole per definire l’incapacità di gestione sanitaria in Campania

  2. Ma come è possibile, ha detto runner che so tutti asintomatici, che chi ha paura resta a casa mentre lui va cazzeggiando, cosi si infetta per primo e si frega l’ambulanza.

  3. Un grosso In bocca al lupo al piccolo Genny.
    Consiglio al padre di fare quello che fecero una coppia di amici anni fa quando la loro figlia ebbe lo stesso problema. Anche a lei sarebbe bastata una febbre o un’influenza vista una rara patologia che aveva. Interessare l’autorità giudiziaria subito! Purtroppo il problema delle ambulanze che mancano è atavico. Basta fare una ricerca su Google per vedere come negli ultimi 10/15 anni ci siano centinaia di casi del genere. Nemmeno il covid ha fatto muovere le istituzioni in questo senso. Forza Genny!

  4. Forse a qualcuno ancora non è ancora chiaro che si può pretendere in tempi di normalità… In emergenza non è possibile pretendere niente! O pensate che i servizi siano ad personam e quindi la “tua” ambulanza stesse là ad aspettare la tua chiamata? E smettiamola un poco…. questi atteggiamenti continuano solo a logorare il rapporto medico/paziente e questo non giova.. a nessuno!
    Per il bambino ma per i “malati in genere” dispiace, ma questo non deve autorizzare a “pretendere di più”… sono tutti abbisognevoli di assistenza che la struttura preposta soddisfarrá appena possibile…tutto dovuto…. Smettetela…
    Se siete capaci di fare meglio, fate da soli!

  5. In Campania, in tempi normali, per ristabilire un livello base di decenza per la richiesta di assistenza medica, devi essere un kamikaze, immaginarsi in un periodo come questo…
    Da sempre, c’è questa duplice lotta, contro la malattia, e contro un’organizzazione strutturale da terzo mondo…
    I dati dei decessi e delle difficoltà dei ricoveri, dovrebbero in un mondo normale, aver previsto già da tempo un intervento dello stato centrale…
    Opportuno denunciare, ogni volta che fatti come questi si verificano, pandemia o meno, la sanità di questa regione merita al più presto uno stravolgimento totale!

  6. C’è solo una cosa da dire,al di là di tutte le chiacchiere che fanno De Luca & company.VERGOGNA.

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