Made in Italy, il primato della pasta (di Tony Ardito)

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
0
Stampa
Da una analisi della Coldiretti sui dati Istat emerge che, in controtendenza rispetto all’andamento generale del Made in Italy, la pasta è il piatto del 2020 con il record storico delle esportazioni, per un valore superiore a 3,1 miliardi nell’anno Covid grazie ad un balzo del 16%.

A livello globale, la pandemia ha provocato una svolta salutista nei consumatori che hanno privilegiato il benessere. Cosa che ha favorito tutti i prodotti base della dieta mediterranea a partire proprio dalla pasta, la quale ha contribuito al record storico delle esportazioni agroalimentari nostrane che raggiungono nel 2020 i 46,1 miliardi, il massimo di sempre, grazie all’aumento dell’1,8% in netta controtendenza al crollo generale.

La pasta vince pure in casa: gli italiani hanno aumentato gli acquisti in valore del 10% nello scorso anno con punte del 29% per quella prodotta solo con grano tricolore. Secondo la nota associazione degli agricoltori, è un risultato conseguito anche per effetto della battaglia intrapresa a sostegno dell’etichettatura di provenienza delle materie prime sulle etichette degli alimenti.

Iniziativa che ha portato, nel febbraio 2018, all’obbligo di indicare l’origine del grano impiegato nella pasta e che ha spinto le principali industrie alimentari a promuovere delle linee produttive con l’utilizzo di cereale interamente prodotto sul territorio nazionale.

Senza dimenticare il boom casalingo del fai da te che ha fatto volare i consumi di farina (+38%) e uova (+14,5%), con l’impastatrice che è divenuta uno strumento irrinunciabile in cucina, tant’è che l’Istat dal 2020 lo ha incluso ufficialmente nel paniere.

Con la emergenza Covid-19, gli Stati Uniti sono diventati i maggiori consumatori mondiali di pasta italiana – fuori dai confini nazionali – grazie ad un aumento record del 40% che consente il sorpasso su Francia (+4,3%), Germania (+16%) e Gran Bretagna (+19%), nonostante la Brexit. Una significativa crescita si è registrata pure in Australia, in Asia, in Giappone e in Cina.

È nostro il primato del più elevato consumo di pasta per un quantitativo di 23,5 chilogrammi; ci seguono: la Tunisia, con 17 Kg, il Venezuela (12 kg), la Grecia (11 kg), il Cile (9,4 kg), gli Stati Uniti (8,8 kg) e, a pari merito, l’Argentina e la Turchia (8,7 kg).

Le restrizioni imposte dal lockdown e da cromie varie hanno spinto al ritorno della cucina casalinga, ai suoi piaceri, ai suoi sapori e dunque a sua eccellenza, la pasta. Un’attività che in tanti, volentieri, abbiam finito col considerare un efficace antidoto alle tensioni e allo stress provocati dalla pandemia.

di Tony Ardito

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.