Roma, nuova manifestazione dei ristoratori: ancora tensioni

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Momenti di tensione alla manifestazione dei commercianti al Circo Massimo di Roma. Un gruppo di alcune decine di persone si è schierato davanti al cordone di Polizia in assetto antisommossa in via dei Cerchi.  “Vogliamo marciare verso Montecitorio”, hanno gridato. Poco prima per cercare di stemperare la tensione una manifestante ha regalato un mazzetto di fiori ai poliziotti.

Le forze dell’ordine hanno chiesto di individuare tra i manifestanti una delegazione di cinque persone. I rappresentanti dei ristoratori dovrebbero essere ricevuti da un esponente di governo.  Intanto sono più di venti le pattuglie della polizia locale impegnate nei servizi di viabilità e chiusure, con personale del I Gruppo Trevi e altre unità arrivate in ausilio: al momento resta chiusa la zona del Circo Massimo, da via dei Cerchi , a via del Circo Massimo, e  via Petroselli.

Chiusure in atto anche su Corso Rinascimento, via del Corso e  via del Tritone in direzione via del Corso. Presidio permanente Secca la condanna da parte degli organizzatori della manifestazione ‘Una volta, per tutti’ siglata dalle associazioni Roma piu’ bella, Ihn (Italian hospitality network), Tni Italia (Tutela nazionale imprese) e Lupe Roma.

“Ci dissociamo da ogni iniziativa non programmata e violenta” è stato ribadito più volte dal megafono della piazza, dove intanto proseguono gli interventi di ristoratori e imprenditori di diverse regioni italiane. “Non cadiamo nelle provocazioni, noi stiamo qui e aspettiamo di poter incontrare qualcuno”.  Nessuna marcia ma un presidio permanente in attesa “di notizie da Palazzo Chigi”. Questa è la decisione presa dagli organizzatori.

“Ci avete lasciato in mutande” Il sit-in è iniziato questa mattina. I primi ad arrivare sono stati i ristoratori maremmani che hanno appeso a un filo mutande rosse, arancioni e gialle con accanto scritto:

“L’Italia a colori ci ha lasciato in mutande ma ora basta”. “Siamo un gruppo di ristoratori – dicono- non siamo un’associazione di categoria, non abbiamo un partito politico, siamo solo ristoratori  arrabbiati che si sono uniti per cercare una soluzione, per cercare di farsi ascoltare.

Lo Stato non ci sta ascoltando, ha solamente dato dei piccolissimi e inutili ristori a noi proprietari e una misera cassa  integrazione ai nostri dipendenti che ormai non ce la fanno più. Si parla di poche centinaia di euro con cui le famiglie non possono andare avanti. Siamo in piazza oggi estenuati da mesi di chiusure, non possiamo più aspettare neanche più una settimana”.

Partecipano alla manifestazione anche i rappresentanti delle lavanderie industriali, di chef e cuochi che indossano il tradizionale cappello da cucina. C’è anche il movimento artisti italiani proveniente dalla Toscana. I loro slogan, ripetuti ritmicamente, sono “Lavoro, lavoro” e “Riapertura, riapertura”.

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