In Campania camere per feste private e prostituzione, la denuncia dell’Abbac

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Dayuse, strutture ricettive adoperate per pranzi e cene, feste,  per evitare i limiti della zona rossa ed escamotage per vendere camere ad ore – La posizione dell’Abbac e dell’Osservatorio nazionale turistico diretto da Agostino Ingenito:  “Chiediamo intervento urgente del Viminale e delle Prefetture, e un’interrogazione parlamentare per sollecitare interventi normativi.

Fenomeno in aumento dalla pandemia con  i limiti delle zone a colori, e che va regolamentato per ridimensionare anche l’enorme circuito di camere affittate per induzione alla prostituzione, gestito da circuiti bordeline di soggetti senza scrupoli e senza alcuna autorizzazione amministrativa. L’ultimo caso a Bacoli, in provincia di Napoli, con una mega festa di 60 persone in una struttura, è solo la punta di un iceberg, fenomeno che avevamo denunciato a più riprese nel corso degli ultimi anni – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito.

“Siamo preoccupati anche per un sistema ormai collassato delle verifiche e controlli con migliaia di appartamenti e camere vendute online sui maggiori portali internazionali di prenotazione. Occorre che il cusr codice unico strutture ricettive  sia obbligatorio su tutti i  portali di annunci e piattaforme di prenotazione turistica,  lo abbiamo chiesto  formalmente all’assessore regionale al turismo della Regione Campania Casucci e a tutti gli assessori competenti regionali”.

“Il sistema è esploso, sono migliaia di annunci di pseudo strutture ricettive che anche in piena pandemia si propongono con soggiorni turistici ma che celano altre forme di ospitalità e non mancano a nostro parere, precise organizzazioni anche criminali che stanno sfruttando la mancanza di turisti per ottenere a buon mercato la disponibilità di camere ed appartamenti, anche svenduti in molti casi addirittura con passaggi di licenze e scie amministrative che per le attività integrative del reddito non sono possibili”.

“Occorre un’azione mirata ecco perchè chiediamo un osservatorio al Ministero dell’ nterno per arginare il grave fenomeno che rischia di far aumentare anche i contagi” – commenta Agostino Ingenito

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2 COMMENTI

  1. L’Abbac deve sapere (ma forse lo sa e fa finta di non sapere) che anche e soprattutto le strutture autorizzate, tra cui i suoi iscritti, fittano camere o case vacanze ad ora a coppie clandestine o “legali”, a famiglie intere in nero, ecc. nei periodi morti e non solo. Non sa nemmeno che non registrano la maggior parte degli ospiti anche in alta stagione? Il cusr non serve ad evitare tutto ciò.

  2. La segnalazione è che Il cusr serve solo a controllare, e tartassare, chi ne è in possesso. Ecco perché molti preferiscono lavorare in nero.
    Fittare camere a coppie clandestine non credo sia reato, né tantomeno sfruttamento della prostituzione.
    Occorre distinguere la morale, dalle leggi.
    L’Abbac chiede, giustamente, i controlli assolutamente necessari, su chi esercita una attività senza il dovuto tracciamento.
    Chi lavora a nero è di per se, sicuramente, irrispettoso sulla segnalazione degli ospiti e sulla dichiarazione dei redditi.
    Questo è un problema che riguarda tutti.
    Provate a pensare ad un terrorista o un ricercato internazionale per affiliazione a gruppi di kamikaze, che si fa tranquillamente esplodere nel vostro palazzo o in chiesa!
    È ovvio che, se sono uno sfruttatore di prostitute, non le faccio girare su case dove il proprietario ne segnala la presenza ma, su quelli che lavorano a nero, dove sono certo che i proprietari “collaboreranno”.
    In poche parole ci vogliono verifiche puntuali su tutti. Molto facili, visto che sta tutto sul web

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