Ass. ‘Io Salerno’: il debito buono e il debito cattivo

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‘Ricordate che il risparmio è il primo guadagno. Voi sperperate i vostri soldini per le biglie di vetro, le figurine dei calciatori e i formaggini Lupetto’. Così ci rimproverava la Mamma prima di frantumare, con il batticarne, il nostro salvadanaio a forma di porcellino. Ad essere sinceri, dispiaceva anche a noi perché, scuotendolo di tanto in tanto e ascoltando il tintinnio delle monetine frutto dei nostri sacrifici, ci sentivamo forti e sicuri.

In effetti, benché tutti dichiarino che i soldi non danno la felicità, non è negabile che si possa essere infelici quando mancano. E, anche timorosi e sfiduciati. Cioè, come avrebbe detto Catalano: ‘i soldi è meglio averli che non averli.

Una regola di buona vita suggerisce di gestire le disponibilità nel rispetto di principi di equilibrio e sobrietà, evitando ‘sciupii’ inopportuni e mettendo da parte una riserva per i momenti di difficoltà che, benché denegati, non mancano mai. Del resto, la pandemia ci ha dimostrato quanto inimmaginabili e inaspettate possano essere le situazioni in grado di mettere a rischio i sacrifici di una vita. Ovviamente, questo vale per i ‘comuni mortali’, non per i discendenti di dinastie nobiliari o per chi ha la fortuna di vincere all’enalotto, anche se siamo convinti che non c’è bisogno di essere ricchi se si sa vivere con parsimonia.

Così, l’attenzione al risparmio, sollecitata a suo tempo anche dalla Mamma, è generalmente considerata una virtù. Epperò, la propensione alla spesa non può certo essere valutata come dissolutezza visto che costituisce la premessa per lo sviluppo dell’economia del Paese.

Proprio nei giorni scorsi, qualcuno che, per preparazione, ci guarda da distanze siderali, ha giudicato inopportuno l’eccesso del risparmio privato e, per la gravità della presente congiuntura, ha sostenuto che il compito dello Stato deve essere quello di ‘mettere in moto’ tutte le risorse disponibili e anche di accrescerle ricorrendo a forme di ‘indebitamento buono’, cioè idoneo a moltiplicare i proventi futuri per consentirne, tra le altre cose, il rimborso. Ha detto, più o meno: ‘oggi abbiamo bisogno di tanti soldi da spendere nel modo giusto, senza sciupii’.

In verità, l’importanza dell’azione attiva dello Stato nelle scelte economiche fu teorizzata negli anni ’30 del secolo scorso da un signore di nome Keynes che, con le sue idee, pose le basi della ripresa mondiale dopo la crisi del ‘19.

Non serve, qui, parlarne. Serve, invece, richiamare le sue teorie per sottolineare che ad esse deve uniformarsi anche il comportamento dell’Amministrazione Locale affinché, con scelte convergenti e coerenti con gli indirizzi statali, possa essere costruita una rete di interventi a sostegno di famiglie e attività economiche ricorrendo pure a nuova liquidità, a prestito, entro i limiti di sostenibilità fissati dall’art. 204 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL).

Se fosse, dovrebbe comunque essere un debito ‘buono’, come previsto per lo Stato, da assumere nel rispetto della inderogabilità dell’obbligo del pareggio di Bilancio tra entrate e spese che, all’opposto, per lo Stato è stato temporaneamente sospeso con i recenti ‘scostamenti’.

Purtroppo, già oggi i debiti non mancano nel Bilancio del Comune visto che, a fine 2019, era dichiarato un ‘indebitamento proprio’ per 532milioni, di cui 369 di natura finanziaria, elevatosi a 589milioni nel Bilancio del Gruppo Amministrazione Pubblica (GAP) che comprende le società partecipate.

Nel 2020, poi, la necessità di urgenti pagamenti commerciali ha costretto ad una anticipazione CCDDPP per 43milioni mentre, pochi mesi addietro, è stato contabilizzato un ulteriore deficit per 30milioni (fonte: Comune). In totale, quindi, ai valori precedenti si debbono aggiungere almeno altri 70milioni.

Ovviamente, finché risultano regolarmente onorate le rate di rimborso, nulla potrà mettere in discussione la sostenibilità degli impegni, anche se lo slittamento a 360 giorni dei pagamenti verso i fornitori costituisce un indubbio indicatore di criticità. Forse, qualche problema ci deve essere perché, almeno in questo, siamo i primi in Italia (fonte: CGIA Mestre).

In tale contesto, il versamento delle rate di rimborso riduce certamente le risorse disponibili per le attività ordinarie, per i servizi alla collettività, per le manutenzioni. Al riguardo, nel 2019 le entrate correnti proprie, di competenza e sui residui, cioè le somme che sono esclusive dell’Ente e che sono evidenziate nel I e III titolo del Bilancio, sono state pari a € 155milioni mentre sono state contabilizzate spese, di competenza e sui residui, pari a € 167milioni. Ancora, sono stati acquisiti nuovi prestiti per 20milioni a fronte di 29 rimborsati. Forse, questo spiega perché il carico dei tributi locali ci posiziona al terzo posto in Italia (fonte: Eurispes).

In sostanza, il pagamento di quello che si definisce il ‘servizio del debito’ sembra ostacolare già oggi l’adozione di provvedimenti in favore della Comunità per la riduzione dei tributi (spazzatura, occupazione suolo, maggiorazione irpef, costi per servizi a domanda), una contestuale crescita delle prestazioni per servizi (mobilità, sicurezza, salute, cultura) e aggiuntive utilità a sostegno delle famiglie e della vita (nidi con baby sitting, asili, sostegni scolastici, operatori sanitari).

Le esigenze, purtroppo, non mancano a causa della contrazione delle entrate falcidiate da una crisi che, in più, trasforma i residui attivi, cioè i crediti non riscossi, in semplici poste contabili prive di contenuto finanziario. Peraltro, la decisione del Governo di azzerare le cartelle fino a 5.000 euro, se emesse entro il 2010, può causare la perdita di almeno 30milioni, salvo errore. Cosa ci possiamo mettere, nel Bilancio, al loro posto?

Di più, la recente pronuncia della Corte Costituzionale n. 80/2021 apre scenari inquietanti in conseguenza dei più ridotti termini concessi per il rimborso delle anticipazioni di liquidità – per fronteggiare debiti commerciali – che, nel Bilancio 2019, sempre salvo errore, sono presenti per € 168milioni, a parte i 43 del 2020 (fonte: Bilancio). Una enormità. Sarebbe interessante sapere se destinate a coprire spese ‘buone’ o ‘cattive’.

Per tutto questo, temiamo che le centinaia di milioni di debiti già in essere possano rendere pressocché impossibile una efficace azione di sostegno all’economia locale senza un intervento straordinario da parte dello Stato.

Oggi, riteniamo si debba discutere di tutto questo, in Città. Ma, sembra che l’argomento appassioni poco mentre, in prossimità del confronto elettorale, si promettono meraviglie senza che siano precisate le fonti di copertura. Chissà. Forse c’è chi pensa di poter fare ricorso ad un Mago, a scelta, tra Otelma, Silvan o Harry Potter.

L’unica certezza di cui oggi disponiamo è quella delle rate da corrispondere per il rimborso delle consistenti risorse finanziarie utilizzate che, comunque, non sono riuscite a soddisfare le vere esigenze della Comunità.

Rate che graveranno per decenni sui nostri figli. E’ difficile pensare che possano considerarle prove del nostro amore.

Questa Città ha bisogno di amore vero.

e.mail: [email protected]

pagina fb: Associazione io Salerno

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2 COMMENTI

  1. La predica la dovete fare a chi vota comunista e certi signori non a tutti noi cke leggiamo e cke non votiamo comunista

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