Scienziati inglesi preoccupati, variante indiana pericolosa. Johnson: “No viaggi in Italia”

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Il recente incremento dei contagi in Gran Bretagna, dovuta al diffondersi della variante indiana, preoccupa e rischia di ritardare l’ultima fase delle riaperture, prevista il 21 giugno. “Non ci sono prove conclusive che suggeriscano al governo di cambiare l’attuale tabella di marcia”,  Boris Johnson prova a rassicurare gli inglesi. Tuttavia, non escludendo una marcia indietro,  il primo ministro ha ammesso: “Ne sapremo molto di più nei prossimi giorni”.

Gli scienziati inglesi ritengono infatti che ci sia una “realistica possibilità” che la nuova forma di coronavirus possa essere più contagiosa fino al 50 per cento: il che potrebbe condurre a una terza ondata, in estate, anche peggiore di quella subita lo scorso inverno. “Già adesso la variante indiana – scrive il Corriere.it – ammonta a un nuovo caso su cinque e si è quadruplicata nel giro di dieci giorni: tuttavia non sembra essere più mortale e la sua diffusione non si è tradotta finora in un aumento dei ricoveri ospedalieri o dei decessi, perché gli attuali vaccini funzionano bene anche con la nuova forma di virus.”

Vista la situazione il governo ha tirato il freno sui viaggi all’estero. Johnson ha invitato gli inglesi a non andare per turismo nei 170 Paesi della “lista arancione” fra cui c’è anche l’Italia e tutta l’Unione Europea tranne il Portogallo – se non in “circostanze eccezionali”. Tra queste circostanze eccezionali, ad esempio, il viaggio per visitare familiari gravemente ammalati e comunque per ora non per turismo. Il premier Boris Johnson ha spiegato le regole sui viaggi dal Regno Unito ai Comuni respingendo l’accusa del leader dell’opposizione Starmer di aver alleggerito troppo le regole malgrado i timori sulla variante indiana e su “altre varianti future”.

Intanto la campagna vaccinale britannica, ulteriormente accelerata nelle città più colpite dall’emergente ‘variante indiana’ del Covid, sembra per ora riuscire a tenere a freno la minaccia di questa temuta nuova mutazione più trasmissibile del virus: lo confermano i dati ufficiali di giornata, con un incremento complessivo nazionale di contagi a 2.696 nelle 24 ore su oltre 730.000 tamponi e un totale di morti che scende ancora ai minimi europei, a non più di 3.. Mentre i vaccini somministrati sfiorano ormai i 58 milioni, inclusi quasi 21 milioni di richiami: con la prima dose già assicurata adesso a oltre il 70% della popolazione adulta over 18 (traguardo che l’Ue conta di raggiungere a luglio) e la vaccinazione piena a circa il 40%.

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