Vaccini Covid in vacanza, ipotesi per chi ha domicilio temporaneo di 3 settimane

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Si continua a discutere su come potrebbe essere organizzata la campagna per consentire ai cittadini italiani di vaccinarsi contro il coronavirus anche in vacanza, permettendo di ricevere la seconda dose nei luoghi di villeggiatura

L’ipotesi a cui starebbe lavorando il governo prevede l’iscrizione temporanea di chi intende ricevere il richiamo di vaccino all’anagrafe sanitaria del luogo scelto per trascorrere le vacanze estive. In pratica, un cambio di domiciliazione provvisorio che, secondo fonti vicine all’esecutivo, dovrebbe avere durata non inferiore alle tre settimane

La vaccinazione fuori dalla regione di residenza al momento è già permessa in caso di spostamenti per ragioni professionali. È però necessario indicare alla Asl competente il nominativo di un medico di base nel territorio in cui si intende vaccinarsi

Nel caso del vaccino in vacanza, sarebbe invece sufficiente inviare una comunicazione all’Asl di arrivo per essere inseriti nella piattaforma informatica regionale di riferimento. Al piano, secondo fonti citate da Il Corriere della Sera, sarebbero al lavoro i ministeri della Salute e del Turismo, guidati dai rispettivi ministri Roberto Speranza e Massimo Garavaglia

Collabora anche il Commissario straordinario all’emergenza coronavirus Francesco Figliuolo che, però, è prudente sulla riuscita del progetto. Il nodo principale sul piano della fattibilità è quello di riorganizzare le scorte di vaccini sulla base della domanda turistica, regione per regione

Le Asl sparse sul territorio nazionale collaborano con il ministero della Salute che registra le informazioni ricevute su un’unica piattaforma sui cui si basa l’anagrafe vaccinale nazionale

Non tutte le Regioni italiane dispongono di strutture informatiche uguali per la registrazione delle dosi somministrate ai residenti o domiciliati sul proprio territorio. Ogni richiesta sanitaria è però legata alla tessera sanitaria. Tutti i dati sulla campagna vaccinale sono quindi registrati e tracciabili anche sulla base del sistema delle tessere sanitarie

L’ipotesi di somministrare il richiamo di vaccino anche in vacanza piace alla maggior parte delle Regioni, che continuano a chiedere al governo di ufficializzare questa strada per non ritardare il processo di immunizzazione della popolazione durante i mesi estivi, salvaguardando allo stesso tempo il turismo interno

Liguria e Piemonte hanno già firmato un memorandum d’intesa per la vaccinazione nelle due regioni nel periodo delle vacanze, basato sull’interscambio di informazioni da parte delle rispettive anagrafi vaccinali. Tra le ipotesi c’è anche un possibile allargamento anche alla Valle d’Aosta

Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti ha definito l’accordo -che dovrebbe essere operativo dal 15 giugno- come “sale del regionalismo, un servizio importante per i cittadini”. Il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha detto invece che “è nella gestione della trincea che ti scontri con le esigenze vere delle persone. Queste iniziative sono prese per agevolare i cittadini e, quindi, la crediamo corretta e giusta”

Il servizio non sarebbe valido per soggiorni brevi, ma solo per durate “che rendono difficoltosa la somministrazione del vaccino nel territorio di residenza”. Per accedere al centro vaccinale della regione delle vacanza sarà necessaria un’autocertificazione che attesti “l’esistenza delle condizioni di applicabilità dell’accordo”

Il commissario Figliuolo ha però ricordato alle Regioni che l’obiettivo primario della campagna di vaccinazione al momento rimane la messa in sicurezza di soggetti fragili e anziani

Il 22 maggio Figliuolo ha emanato una circolare rivolta alle Regioni con alcune linee guida per il procedere della campagna vaccinale. Nel testo, si parla di un “graduale passaggio da vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata presso gli hub vaccinali verso un sistema di vaccinazioni delocalizzate, più capillare e prossimo ai cittadini, che permetterà di completare l’immunizzazione delle categorie più fragili, dei cittadini con ridotta mobilità, non ancora intercettati dalla attuale modalità organizzativa e che potranno essere raggiunti a domicilio”

Intanto il governatore del Veneto Luca Zaia si spinge più in là di Liguria e Piemonte: per il presidente della regione sarebbe possibile vaccinare anche i turisti stranieri. A supporto ci sarebbe il tracciamento delle case farmaceutiche, che da sempre conservano registri con informazioni sulle campagne vaccinali – anche in caso di insorgere di responsabilità per qualche tipo di incidente o reazione avversa

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