Salerno: in fiamme autocarro sul Viadotto Gatto, strada chiusa al traffico

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Attimi di panico nel primo pomeriggio di oggi lungo il Viadotto Gatto di Salerno dove, per cause ancora da accertare, un autoarticolato è andato distrutto in seguito ad un incendio. Ancora da appurare l’origine delle fiamme che in poco tempo hanno avvolto il mezzo che stava raggiungendo il Porto Commerciale. Il conducente è riuscito a mettersi in salvo non appena ha visto comparire le prime lingue di fuoco. La circolazione veicolare è stata interdetta in entrambi i sensi di marcia mentre sul posto oltre alle forze dell’ordine sono giunti prontamente i Vigili del Fuoco che in breve tempo hanno domato le fiamme e messo in sicurezza la zona.

7 Commenti

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  • …. siamo alle solite‼️ Sono rimasto imbottigliato per circa un’ora e poi, solo dopo, ma dopo dopo… sono arrivate le forze di polizia, mah‼️❓‼️? – dei famosi vigili urbani… nemmeno l’ombra…, ma è sempre così e non saranno i due fori da e per il porto che cambieranno la situazione… tutto è in mano a gente che non ha nesdun amore nei confronti di questa Città e dei suoi Abitanti… ‼️

  • Chest’e’…Con un altra amministrazione non ci saranno più incendi,non ci saranno più cittadini che butteranno buste di monnezza (come loro)dalle macchine le strade saranno pulitissime e dulcis in fundo cammineremo sull’acqua…???

  • È brutto constatare tutto ciò…ma liberare il viadotto gatto con le gallerie potrebbe anche portare un minimo di sollievo al traffico cittadino, anche se come tutte le cose ci vorrà attenzione e manutenzione.

  • Insomma, tra Salerno e Vietri non cambia niente. Una volta un tir, una volta è domenica, una volta ci sono lavori perenni…un imbuto perenne, uno schifo bestiale e mai nessuno che metta un po’ di personale che diriga il traffico all’incrocio del viadotto Gatto e alle Ceramiche Solimene. Un grande e perenne schifo. Vergogna!

  • …. vorrei che i cittadini facessero i Cittadini e non i tifosi miracolati…. caro Michele. Io non ho parlato di amministrazione, io ho scritto di Amore per questa Città e rispetto per i Cittadini. Dove si vede mai che una situazione di emergenza debba essere considerata solo dopo qualche ora❓ Ma dove cavolo bisogna vivere❓ Poi, in questi casi va subito creata la condizione di liberare il più possibile le carreggiate, ma per fare questo c’è bisogno delle autorità. Comunque,…. chest’è….

  • Chest’e’ non concordo con te perché “noi” cittadini siamo i primi responsabili…

  • Trovo sensati alcuni spunti nel commento di Alessandro.
    Tuttavia l’inizio, con idee comuni anche ad altri interventi, mi fa ricordare i periodi ipotetici di terzo tipo, che ci insegnavano a scuola, quelli cioè espressivi di ipotesi della irrealtà o immaginarie, e quindi irrealizzabili.
    Procedendo con ordine, torna l’ipotesi “di terzo tipo” della necessità di delocalizzare il porto commerciale.
    Bene! Se devo cambiare casa, devo avere già la disponibilità di quella nuova dove andare. Similmente, se devo spostare strutture e attrezzature di un porto commerciale, e intendo continuarne le attività, devo prima avere a disposizione in altro luogo un sito analogo, già organizzato e funzionante. E quindi, se non c’è, devo costruirlo impiegando tempi di durata non indifferente e costi a molti zeri. Senza contare le difficoltà di ogni genere per individuare un sito idoneo, dovendo superare mille condizionamenti (ad esempio paesaggistici, burocratici e quelli inevitabili posti da persone e cose che verrebbero coinvolte per un insediamento di tale portata).
    Sono considerazioni da fare prima di avventurarsi e sponsorizzare ipotesi di delocalizzazione.
    E poi dove si andrebbe? Verso sud, lungo la costa da Pontecagnano in giù? oppure creando dal nulla una fantomatica isola artificiale per installare un porto al largo, a 2-3 miglia dalla costa?
    Non oso immaginare i risvolti negativi, tenuto conto delle pesanti ricadute che entrambe le soluzioni provocherebbero già solo sulle aspirazioni turistiche delle località intaccate.
    (Senza mettere in conto anche tutti gli oneri di varia natura per trasformare il vecchio porto turistico a turistico).
    Più realistica – e ne sono portavoce da sempre – la versione del doppio tunnel stradale e ferroviario per collegare il porto con l’agro nocerino- sarnese e quindi con i corridoi delle rispettive linee tirreniche.
    E’ meno onerosa e consentirebbe di allineare lo scalo salernitano alle attuali e più moderne tendenze che prediligono, specie su lunghe distanze, i mezzi su ferro piuttosto che quelli su gomma, per assicurare maggiore efficienza, economicità e velocità di smistamento al sistema di trasporto delle merci.
    E non sarebbe un’opera titanica, come paventato da Dada, viste le opere ben più impegnative che le attuali tecniche costruttive riescono a realizzare.

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