Caldo, il piano del ministero della Salute: più rischi per i pazienti long Covid

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Per chi soffre di long Covid – ovvero le persone che dopo essere guarite dal coronavirus continuano a convivere con alcuni sintomi – c’è “maggior rischio di subire gli effetti del caldo”. È quanto si legge nel Piano Attività estate 2021 in relazione al Covid-19 del ministero della Salute, nel quale si sottolinea anche una minore tolleranza alle alte temperature estive per questo tipo di pazienti

Il testo, messo a punto dal ministero con il Centro nazionale prevenzione e controllo malattie (Ccm) e il Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, illustra la pianificazione della sorveglianza per le ondate di calore e sottolinea la particolare condizione delle persone guarite dal Covid

Con oltre 4 milioni di italiani guariti dal Covid-19 “sempre maggiori evidenze indicano che il superamento della fase acuta della malattia non necessariamente si traduce in una guarigione completa”, ricorda il ministero

“Esiste la possibilità di manifestare una sindrome cronica (long-term COVID-19), caratterizzata, anche a distanza di mesi dall’infezione, da sintomi quali difficoltà di respiro e tosse, o altri disturbi come palpitazioni, debolezza, febbre, disturbi del sonno, vertigini, delirium (nelle persone anziane), difficoltà di concentrazione, disturbi gastrointestinaliansia e depressione

“Quest’anno – si legge nel documento – il Piano di prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore l’attività di sorveglianza della mortalità giornaliera saranno rimodulati per tener conto sia del rischio ondate di calore che del rischio associato al Covid-19 e dell’impatto delle differenti modalità operative che verranno messe in atto a livello locale nelle diverse regioni, in particolare in ambito socio-assistenziale”

In particolare, si legge, nella pianificazione delle attività estive va messa in rilievo per l’estate 2021 nel contesto dell’epidemia Covid-19 l’identificazione dei sottogruppi di popolazione suscettibili al caldo, sulla base della presenza di specifiche patologie croniche ed uso di farmaci che possono favorire disturbi da calore, o in condizioni di solitudine e isolamento

Ma è anche necessario identificare, tra coloro che sono a maggior rischio di sviluppare effetti avversi del caldo, anche i pazienti dimessi/guariti da Covid-19 che manifestano sintomi cronici (pazienti long-term Covid-19)

Importante, continua il documento, il monitoraggio dei soggetti suscettibili al proprio domicilio, tramite visite domiciliari (con rispetto delle misure anti-Covid) o, se disponibili sul territorio, sistemi di teleassistenza, nei giorni in cui sono previste condizioni climatiche a rischio per la salute (livello 1, livello 2 e livello 3 del bollettino HHWWS, Heat Health Watch Warning Systems)

Prevista anche la sorveglianza dei soggetti suscettibili al caldo, mirata alla permanenza dei pazienti al proprio domicilio garantendo un efficace trattamento della patologia di base per chi ha una malattia cronica, affinché possa effettuare le necessarie visite programmate, terapie o analisi cliniche

Ma anche individuando precocemente l’insorgenza dei sintomi delle patologie associate al caldo (disidratazione, crampi, edemi, stress da calore, colpo di calore)

È necessario anche informare i pazienti e i loro familiari su come proteggersi dal caldo continuando a mantenere le opportune misure di protezione dal rischio di contagio da Covid-19

E infine “ricordare che – si legge nel Piano per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute – sintomi come febbre, tosse secca e debolezza possono essere sintomi del Covid-19″

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