Beni durevoli: nel 2020 a Salerno spesa in calo per 757 milioni di euro

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Con una perdita di 320 milioni di euro i consumi di beni durevoli in Campania nel 2020 sono calati del 7,8%: il dato è migliore rispetto al -10,3% della media nazionale, ma peggiore in confronto al -7,6% della media del Mezzogiorno, come rileva l’Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia.

L’andamento negativo è determinato in particolare dal crollo del mercato dell’auto, che ha visto sfumare 266 milioni tra nuovo (-13%) e usato (-13,1%), e dal pesante passivo del comparto dei mobili, che ha ceduto 106 milioni (-10,9%). Segno meno anche per la telefonia (-5,1%) che ha lasciato su campo 19 milioni. Nell’anno della pandemia i settori in espansione sono quelli legati alla trasformazione della casa in chiave tecnologica: elettronica di consumo (+4,2% per un giro d’affari di 134 milioni), elettrodomestici (+5,7% a quota 344 milioni) e, soprattutto, information technology (+36,8% per un fatturato di 155 milioni).

In crescita anche i motoveicoli (+3,1% per 150 milioni complessivi) sotto la spinta delle misure di distanziamento per il contenimento del contagio. «In regione il mercato dei durevoli scende a quota 3,763 miliardi – commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic -. La spesa media per famiglia è di 1.694 euro, valore che colloca la Campania al penultimo posto della classifica regionale, poco sopra la Calabria. Il reddito pro capite dei campani, invece, arretra dello 0,9% a 14.155 euro con una flessione dimezzata rispetto alla media nazionale del -1,8%. Tuttavia il reddito dei campani è, in media, inferiore di 8 mila euro rispetto a quello dei cittadini del Nord del Paese».

L’ANALISI PROVINCIALE. «La spesa per i durevoli è diminuita maggiormente ad Avellino (-10,5%) seguita da Napoli (-8,5%), mentre nelle altre province la contrazione è stata meno intensa rispetto alla media regionale: Salerno e Caserta (entrambe in calo del -6,5%) e infine Benevento (-5,6%). Sul fronte della spesa familiare, il primato spetta ad Avellino con 1.738 euro, davanti a Salerno (1.722), Napoli (1.710), Benevento (1.685) e, con maggiore distacco, Caserta (1.591), che compare alla 104esima posizione della graduatoria delle 107 province italiane».

NAPOLI. Il reddito pro capite dei cittadini della provincia di Napoli è scivolato a 14.333 euro con un’erosione dell’1%. Nel 2020 i napoletani hanno acquistato beni durevoli per un valore complessivo di 1 miliardo e 950 milioni di euro (ovvero 1.710 euro per famiglia) con una perdita di 181 milioni, come emerge dall’Osservatorio Findomestic. Per le auto nuove sono stati spesi 300 milioni (-14,7%), cifra nettamente inferiore ai 499 milioni destinati alle auto usate (-15,3%).

Nel segmento dell’usato, che incide per un quarto sui consumi totali dei durevoli in provincia, Napoli figura all’81esima posizione in Italia per perdita percentuale. Il fatturato dei motoveicoli è sceso a 92 milioni con un calo dello 0,9%, unico dato negativo per il comparto nel quadro regionale. Tra i beni per la casa, l’IT ha conosciuto una crescita del 38,1% (la più ampia in Campania) toccando 87 milioni, gli elettrodomestici sono aumentati del 6,5% a quota 188 milioni e l’elettronica di consumo ha visto un incremento del 4,2% per un mercato da 74 milioni. Segno negativo, invece, per la telefonia (-4,9% per 174 milioni) e per i mobili (-10,7% per 466 milioni).

 

SALERNO. Nel 2020 il reddito pro capite dei salernitani ha subito una contrazione del 1,1% (la più marcata in regione) slittando a 14.244 euro. I dati dell’Osservatorio Findomestic mostrano che la spesa per beni durevoli in provincia di Salerno è arretrata del 6,5% scendendo a 757 milioni, vale a dire 1.722 euro per famiglia. La parte del leone è toccata all’IT grazie ad un’accelerazione del 37% che ha spinto il mercato a quota 28 milioni.

Bene anche le vendite di elettronica di consumo (+5,3% per 27 milioni) e di elettrodomestici (64 milioni totali e +5,4%). Sul fronte dei motori, le due ruote hanno registrato un incremento del 7,7% raggiungendo 69 milioni. Negativo, al contrario,  l’andamento del mercato dell’automobile: -12,5% per le auto nuove con una spesa di 149 milioni e 9,6% per le auto usate con un giro d’affari di 222 milioni. Tra i flop anche i mobili (-10,3% per 63 milioni complessivi) e la telefonia (-4,2% per 74 milioni).

 CASERTA. Con un reddito pro capite in decrescita dello 0,6% (13.025 euro, il valore più basso in regione), i cittadini della provincia di Caserta lo scorso anno hanno speso in beni durevoli 568 milioni di euro (-6,5%), vale a dire 1.591 euro a famiglia, come risulta dai numeri dell’Osservatorio Findomestic. Il calo più pesante in valore assoluto è quello relativo agli acquisti di auto usate: i 172 milioni di fatturato significano una perdita di 17 milioni (-10%). Le auto nuove, invece, fanno segnare un passivo di 12 milioni scivolando a 113 milioni (-9,1%).

In netta controtendenza rispetto all’andamento delle quattro ruote le performance dei motoveicoli: +8% per 16 milioni totali. Le famiglie casertane hanno tagliato sensibilmente le spese per mobili e telefonia, comparti calati rispettivamente del -11,9% a quota 126 milioni e del -7,1% a 50 milioni complessivi (si tratta dei decrementi più ampi in regione). Per la provincia di Caserta vale il trend rilevato negli altri territori della Campania e, più in generale, del Paese: a crescere nel 2020 sono stati i beni tecnologici, con l’impennata di IT (+31,9%, 22 milioni) e i buoni risultati di elettrodomestici (+4,1%, 50 milioni) ed elettronica di consumo (+3,7%, 17 milioni).

AVELLINO. In provincia di Avellino nel 2020 il reddito pro capite è calato a 15.285 euro (-0,8%), ma si conferma il più alto nel quadro regionale. La spesa per beni durevoli delle famiglie avellinesi è stata di 297 milioni (-10,5%, il calo più marcato della Campania), pari a 1.738 euro a famiglia (valore top in Campania). Come per gli altri territori della regione, le peggiori performance di mercato registrate dall’Osservatorio Findomestic riguardano il settore dell’automobile, con perdite più ampie rispetto alle altre province: -17,6% per le auto nuove (57 milioni totali) e -17% per quelle usate (87 milioni).

Solo altre cinque province italiane hanno fatto peggio nel segmento dell’usato. Nell’ambito della mobilità, risulta in espansione il comparto dei motoveicoli: +14,2% per un valore di 7 milioni. Risultano in grave perdita le vendite di mobili: -11,2% per una spesa che si è ridotta a 67 milioni. E anche la telefonia viaggia in territorio negativo: -5,1% per 30 milioni. Gli acquisti della popolazione avellinese – come nel resto dello Stivale – si sono concentrati sui segmenti tech: l’IT ha compiuto un balzo in avanti del 37,5% (11 milioni), gli elettrodomestici sono cresciuti del 5,3% (26 milioni) e l’elettronica di consumo è aumentata del 3,5% (11 milioni).

BENEVENTO. In ambito regionale, Benevento è la provincia che ha retto meglio all’urto della crisi pandemica. Il reddito pro capite ha perso lo 0,5% assestandosi a 13.924 euro. Le famiglie del territorio, come emerge dall’Osservatorio Findomestic, hanno concentrato in beni durevoli una spesa di 192 milioni, con un passivo del 5,6% (il più contenuto in Campania) e un budget medio familiare di 1.685 euro.

La provincia di Benevento è quella dove il mercato delle auto nuove ha offerto i segnali più confortanti, limitando le perdite al 3,8% (terza migliore performance in assoluto in Italia) per una spesa complessiva di 42 milioni. I beneventani hanno speso di più in auto usate: 54 milioni, dato in riduzione dell’11%. Sul fronte dei motoveicoli il fatturato di 5 milioni è l’esito di una crescita record del 31,9%, la più ampia in ambito regionale e la terza nel quadro nazionale.

Il segno ‘più’ brilla anche nel panorama dei beni per la casa, con l’esplosione dell’IT (+35,8% a 7 milioni) e la crescita di elettrodomestici (+5% per 16 milioni) ed elettronica di consumo (+3,1% per 6 milioni). Sono diminuiti, infine, gli acquisiti di mobili (-11,2%, 44 milioni) e di prodotti di telefonia (-5,4%, 20 milioni).

 

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