Estate 2021, il fascino dei borghi nostrani (di Tony Ardito)

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Da una indagine Coldiretti-Ixè sulle ferie degli italiani emerge che tre italiani su quattro, fra coloro che vanno in vacanza, visiteranno uno dei quasi 5.500 piccoli borghi presenti sul territorio nazionale per coniugare la voglia di tranquillità con la possibilità di godere di spazi di libertà più ampi, lontano dalle città o dai luoghi turistici più affollati.

Le aree rurali sono scelte sia come meta turistica vera e propria che come meta di gite; magari in occasione del maltempo che impedisce di stare al mare.

Infatti, secondo una analisi della nota organizzazione degli agricoltori su dati Demoscopica, tale trend contagia pure gli stranieri, con quasi un turista su dieci, qui in arrivo questa estate dall’estero, che sceglie la campagna e l’agriturismo per il bisogno di libertà, sicurezza e voglia di stare all’aria aperta.

Il fenomeno è favorito anche dalla diffusione capillare dei piccoli comuni che incrementa la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali. Nel Belpaese i centri sotto i 5.ooo abitanti ospitano il 16,5% della popolazione nazionale, ma rappresentano il 54% dell’intera superficie italiana.

In base al report, l’interesse dei turisti per i piccoli centri è importante pure per la ricerca del buon cibo, il quale aiuta a salvare una parte consistente del patrimonio agroalimentare Made in Italy, a partire dai 5.266 prodotti alimentari tradizionali coltivati da generazioni dagli agricoltori che non hanno solo un valore economico, ma anche storico, culturale ed ambientale.

Non a caso il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce proprio nei piccoli borghi nostrani con meno di 5.000 abitanti, un patrimonio conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari.

L’ospitalità nei piccoli centri è garantita, anzitutto, da una rete composta da 24mila strutture agrituristiche con 253mila posti letto e quasi 442mila posti a tavola. Gli agriturismi, spesso situati in zone isolate della campagna, in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile, nell’estate del covid, garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche

di Tony Ardito

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