Salernitana, Celano al Comune: “Chiarisca su titolarità segni distintivi”

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Nuovo affondo del Consigliere Comunale e capogruppo di Forza Italia Roberto Celano che torna nuovamente sulla questione “Salernitana” con una nota in cui sollecita l’Amministrazione a fare chiarezza su determinati quesiti sollevati già in un recente passato.

«La Salernitana è certamente una società di capitali e, come tale, va considerata per quanto attiene il diritto civile e la tutela degli interessi privatistici. Nel contempo, però, va rammentato, che la Salernitana è un’azienda atipica – scrive Celano –. Il suo patrimonio non appartiene unicamente a chi è titolare delle azioni, ma anche alla passione di migliaia di persone, alla città tutta, che vive il calcio con particolare trasporto».

«È per questo che appare non più rinviabile l’intervento delle Istituzioni. L’amministrazione, innanzitutto, rompa il silenzio imbarazzante e chiarisca, come già formalmente richiesto, sulla titolarità dei segni distintivi, di quei beni immateriali, cioè, che per bando, pare, sarebbero dovuti essere gratuitamente ceduti alla città e che influiscono in maniera determinante sul valore da attribuire alla società».

«Intervengano poi le Istituzioni – continua Celano – sui trustee per far comprendere loro con chiarezza che la Salernitana non è solo un’Ente privato, ma è il terminale di inimmaginabili sentimenti che pervadono una delle tifoserie più calde ed apprezzate del Paese. È per tale motivo che la vicenda Salernitana non può essere affrontata con logiche meramente ragioneristiche».

«Vanno date risposte alle preoccupazioni comprensibili di una intera città che, finora, non è riuscita a gioire fino in fondo per un risultato sportivo agognato per quasi 5 lustri. La Salernitana, dunque, va ceduta in fretta ad imprenditori solidi e capaci di difendere e custodire quanto è stato conquistato e ciò che merita la città».

«Si intervenga anche, per quanto possibile, su chi avrebbe forza e capacità imprenditoriale per gestire la Salernitana e continuare a far sognare la città, nella consapevolezza che il calcio per Salerno può essere anche importante volano di crescita e sviluppo. Si ponga fine all’inerzia, al silenzio intollerabile che ha caratterizzato dapprima la vecchia proprietà dalla promozione fino all’accettazione del Trust da parte della FIGC e che pare ancora connotare l’azione di Istituzioni che appaiono distanti dalle legittime preoccupazioni della città».

«Si agisca, insomma, per rassicurare la tifoseria granata e per far vivere con la giusta spensieratezza una passione che a Salerno si tramanda da oltre un secolo» conclude la nota del Consigliere di Opposizione.

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16 COMMENTI

  1. Roba da pazzi, in un mondo flagellato da una pandemia i cui esiti sono ancora incerti, in una citta’ collassata da una crisi economica devastante,con un amministrazione comunale affogata in un deficit finanziario senza precedenti, con la popolazione sempre piu’spaventata dai possibili effetti letali di questi vaccini sperimentali ,il problema di tal celano,consigliere comunale di eterna posizione e di insignificante impatto sulla vita della nostra comunita’,chiede al nostro Sindaco:”Chiarisca su titolarita’ dei segni distintivi”,quindi secondo questo esimio rappresentante della classe politica salernitana,candidato di eterna opposizione alle prossime elezioni comunali, ha individuato il vero problema che angoscia i disoccupati,i giovani,le casalinghe e tutte le categorie produttive di Salerno: ovvero la “titolarita’ dei segni distintivi” ovviamente della Salernitana, tal celano si vede che hai la pancia piena,e sarai a vita a fare il consigliere di opposizione,Roba da pazzi.

  2. Che cosa meravigliosa, che liberazione, sono 15 anni che non voto più a nessun livello e sono sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta. Che miseria umana, che gentaglia…perennemente in campagna elettorale per poter agguantare quanto più è possibile, cavalcando argomenti del più becero populismo pur di andare contro gli avversari politici del momento. Secondo questo imbexille cosa dovrebbero fare le istituzioni locali? Il marchio e il nome sono di proprietà della società, che è privata, punto. Se le “istituzioni” avessero voluto si sarebbero potute presentate all’asta quando è stata fatta e avrebbero potuto acquistarli, mettendoli a patrimonio della città di Salerno e concedendone l’uso alla società calcistica che ritenevano più meritevole, a titolo gratuito o addirittura oneroso. I beni li ha comprati la società US Salernitana 1919, quindi ora cosa vuole questo scappato di casa se non cercare un po’ di visibilità e qualche voto in più?

  3. Concordo nel merito (per me la Salernitana è molto importante ed è giusto che se ne parli) ma il signor Celano non ha titolo per parlarne.

  4. Pur essendo un convinto Deluchiano devo esprimere i miei più sinceri complimenti al Celano. In effetti ha dichiarato esclusivamente ciò che è stato regolarmente sancito tra Comune di Salerno e il club di Lotito. Il valore del brand appartiene al Comune di Salerno e non può essere oggetto ne di valore e ne di compravendita . Pertanto se energicamente l Ente non interviene a tutela degli interessi della Città, la giunta sarà sicuramente passibile di danni per una stima di circa 30 milioni di euro… Eh sì il valore del brand appartiene alla Città , né al trustee e tantomeno a Lotito. Bravo Celano ma adesso non mollare perché è assolutamente fondata la tua interrogazione.

  5. Perché non ce li porta lui due o tre imprenditori solidi e capaci? Li mette in contatto con il trustee e risolviamo tutto. Che ci vuole?

  6. Quanti politici che adesso parlano sulla Salernitana (e che assurdità che chiedono/dicono)…..
    Si vede che quest’anno non avranno il biglietto gratuito….

  7. Interrogazione pertinente e fatta assolutamente nel merito; doverosa, aggiungerei, per la tutela di un bene di rilevanza morale – ideologica (laddove investe un simbolo identificativo, nel quale si riconosce la grandissima parte della cittadinanza salernitana, innamorata dei colori granata e di quel simbolo, che è sinonimo di “senso di appartenenza” ); e di rilevanza economico – patrimoniale a questo punto: perché se è vero come è vero che il bando di assegnazione del titolo sportivo (titolo sportivo della città che, dopo il fallimento Lombardi, era nelle disponibilità dell’ Amministrazione Comunale, unico soggetto giuridico deputato ad assegnarlo a sua discrezione) prevedeva che l’acquisto dei beni immateriali della fallita Salernitana (ovvero: marchio, colore e denominazione) venisse poi girato alla cittadinanza gratuitamente (per evitare le situazioni verificatesi post fallimento Lombardi) e continuato ad essere usato dalla società calcistica in comodato d’uso gratuito, questo passaggio giuridico andava espletato necessariamente, pena la revoca dell’assegnazione del titolo sportivo cittadino.
    I signorotti romani che si sono presentati nell’estate del 2011 per venire a fare calcio a Salerno, si sono impegnati a sottoscrivere quel bando e quelle condizioni, tra cui quella della proprietà dei beni immateriali della Salernitana (cosa, per altro, che fu ribadita dalla stessa bocca di Lotito in sede d’intervista di presentazione alla città, illo tempore). Questo è un aspetto assolutamente dirimente: perché, considerata la situazione di stallo in cui ci troviamo con la vicenda trust e la stima patrimoniale che va fatta al “bene Salernitana”, fa tutta la differenza di questo mondo, sapere se la società di Lotito e Mezzaroma è titolare o meno di quei segni distintivi; perché, qualora non lo fosse, allora ancora di più le mirabolanti e iperboliche cifre che volano ultimamente (50-70-100 milioni di €) richieste per la vendita della società non avrebbero ragione di esistere e questo faciliterebbe di gran lunga la vendita della nostra squadra e lo sblocco di questa tremenda e deleteria empasse.
    E, soprattutto, farebbero ritornare nella disponibilità della cittadinanza salernitana, un segno storico e identificativo (pari all’icona di San Matteo) nel quale tutta la città si riconosce e per il quale palpita; tanne, forse, quei due – tre sciacquatrippa rinnegati che hanno commentato negativamente più sopra, e per i quali evidentemente la Salernitana non è affare importante, avendo qualche altra squadretta nel cuore.
    Per cui il Comune faccia chiarezza e reclami ciò che è suo e di tutta la comunità salernitana!

  8. Opulenta Salerno, la trippa semmai valla a sciacquare tu e magari vendi pure qualche lupino che giusto questo puoi fare. Nel tuo sproloquio da leguleio hai messo insieme una lunga serie di inesattezze, per non dire di stronxate. Tu e il politico che difendi probabilmente avete dimenticato che quelle espresse nell’avviso pubblico per l’assegnazione del titolo sportivo erano delle INDICAZIONI e non dei VINCOLI, e non potevano essere altrimenti dato che, proprio in riferimento al marchio, alla denominazione e ai colori sociali, nessuno poteva impegnarsi a donare qualcosa che non era nella propria disponibilità ma che doveva essere acquistato da una società terza legittima proprietaria di tali beni immateriali (la Energy Power di Lombardi, per intenderci). Resosi conto dell’inadeguatezza di quanto scritto nell’avviso pubblico, l’allora sindaco De Luca, durante l’analisi delle offerte pervenute, nelle quali molto probabilmente tutti i partecipanti avevano rilevato e sottolineato questa incongruenza, fece retromarcia, tanto che nella conferenza stampa a seguito dell’assegnazione del titolo sportivo a Lotito e Mezzaroma, dichiarò testualmente: “Abbiamo dato centralità al progetto sportivo. Un progetto sportivo ambizioso, finalizzato a fare un salto di qualità. Simbolo e marchio non dipendono da noi. Deciderà l’autorità sportiva sulla base delle leggi esistenti.”. Lotito e Mezzaroma avrebbero potuto continuare tranquillamente a far chiamare la squadra Salerno Calcio e a farla giocare con le maglie pezzotte del Barcellona, non avevano alcun obbligo; nonostante ciò, sotto costante pressione dei tifosi (tanto per cambiare), appena fu possibile acquistarono i beni immateriali dalla Energy Power e li annetterono al patrimonio della squadra che si poté richiamare Salernitana.
    Quindi mettetevi l’anima in pace: i beni sono di proprietà del Trust e non vi è mai stato alcun obbligo a donarli al Comune. O dobbiamo essere maligni e pensare che il politico si stia servendo di questa storia solo per punzecchiare l’ex sindaco per una stronxata documentale che si è dovuto rimangiare?
    Detto questo io veramente non capisco come si possa, da tifosi della Salernitana, continuare ad avvelenare in questo modo l’ambiente. Ma vi rendete conto del paradosso? Siamo in Serie A e contestate! Cercate di uscire dalla vostra mentalità di quartiere: le trattative serie non si fanno al bar e non sta scritto da nessuna parte che se il Trustee sta analizzando proposte queste vadano rese pubbliche. Volenti o nolenti dovete accettare il fatto che si tratta di una Società privata, che può fare quello che gli pare, senza dover dar conto a nessuno. E’ ovvio che l’obiettivo è quello di trovare un acquirente, MA SE CONTINUATE COSI’ MI DITE QUALE PAZZO POTRA’ MAI COMPRARE UNA SOCIETA’ PROMOSSA IN SERIE A CON DEI TIFOSI CHE INVECE DI RENDERE “CONFORTEVOLE” IL PASSAGGIO LA CONTESTANO!?!?!?

  9. Rispondo all’azzeccagarbugli della triade romana, tal carneade “Frank74”, sempre molto solerte ad intervenire, anche sotto ad altri articoli, quando si tratta di tutelare gli interessi in gioco di coloro che tengono in ostaggio la nostra squadra di calcio, e altresì a sparare a zero contro suoi concittadini e compagni di fede sportiva (ammesso che il suddetto sia davvero tifoso granata, o assai più probabilmente un sedicente tale): lo hai, indirettamente, affermato tu stesso nella tua lessicale “arrampicata sugli specchi”, e ti cito testualmente <>; quindi lo riconosci anche tu il passaggio in questione, sebbene lo contesti: si parla di una DISPOSIZIONE, presente da bando di assegnazione del titolo sportivo, non di una semplice INDICAZIONE, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno da parte dei pretendenti all’ acquisizione del titolo sportivo di contestare il punto in questione.
    Posto che si possa disquisire o meno sull’opportunità di inserire, in un bando di assegnazione pubblico, il vincolo di acquisto di un bene di fatto non ancora alienato (perché effettivamente, come ricordavi tu stesso, nell’estate 2011 i beni immateriali della Salernitana erano ancora di fatto vincolati nel trust “Energy Power”, di proprietà del signor Lombardi), non c’è alcuna legge statale che vieti un’operazione ed un’opportunità del genere, dal momento che (lo ricordo sempre) non parliamo di un semplice logo, una scritta o un nome di un’azienda privata qualsiasi, bensì di simboli altamente identificativi, e nel quale si riconosce il sentimento e l’appartenenza di un’intera comunità. I termini di un contratto, vorrei ricordare, essendo questo un accordo a valenza giuridica siglato fra due parti consenzienti, possono prevedere “la qualunque”, qualsiasi tipo di casistica, per cui, perché no: ANCHE l’impegno ad acquisire un marchio e una denominazione, allo stato di allora, ancora non alienato, con l’impegno poi di RENDERLO gratuitamente e idealmente alla comunità, per tramite del Comune.
    Tu scrivi che il sindaco De Luca, resosi conto del presunto errore commesso in sede di stesura del bando di assegnazione del titolo sportivo, poi fece retromarcia; e come l’avrebbe fatta?! Con la dichiarazioncina che tu hai riportato, data in pasto ai media tanto per lavarsi la coscienza, facendo operazione di “cerchiobottismo”?! Non mi risulta che il bando di assegnazione fu mai riscritto, con la modifica del punto in questione.
    Che poi il Comune, negli anni successivi, non abbia mai preteso il rispetto di quel punto del bando per quieto vivere con i proprietari della società sportiva, né si sia mai voluto rivalere sulla società sportiva è un altro paio di maniche. Che denota un’altra situazione purtroppo presente in città a mio modo di vedere, ovvero: che alcuni tipi di “tifosi”, per una categoria superiore (un tempo era la serie B, oggi è la serie A), o pur di vedere rotolare un pallone all’Arechi e poter così impegnare le proprie domeniche, sarebbero stati disposti anche a chiamarsi Atletico Salerno, vestire le maglie azzurre e mettere un’ aquila come simbolo!! E in questa schiera di pseudotifosi (a giudicare da come ti riferisci, in termini denigratori e dispregiativi, parlando dei tifosi granata che portarono avanti, a GIUSTISSIMA RAGIONE, la battaglia per la restituzione di marchio, colore e denominazione della Salernitana) mi sa che rientri anche tu caro Frank, che ancora giustifichi l’inqualificabile di una situazione surreale alla quale ci stanno costringendo i romani, con prospettive tutt’altro che allegre e confortanti.
    Continua a sciacquare la trippa e a condire la cotica, va; ché l’interesse della Salernitana e dei suoi tifosi, da ciò che scrivi, si evince che è quanto più distante sia da te.

  10. * “.. resosi conto dell’inadeguatezza di quanto scritto nell’avviso pubblico, l’allora sindaco, durante l’analisi delle offerte pervenute, nelle quali molto probabilmente tutti i partecipanti avevano rilevato e sottolineato questa incongruenza, fece retromarcia..”

  11. Io non difendo proprio nessuno, sono semplicemente grato ad un imprenditore che ha tenuto fede al progetto iniziale e in 10 anni ha portato la squadra della mia Città dalla D alla A, considerato anche che nelle immediate vicinanze non ho mai visto schiere di imprenditori pronti a prendere la Salernitana; chissà poi perché? Forse per lo stesso motivo che tiene alla larga quelli che un pensiero lo avevano fatto: VOI, tu e tutti quelli come te, siete voi gli pseudo-tifosi, talmente presuntuosi da svendere la vostra passione in nome dell’antipatia nei confronti di uno che piuttosto che mettersi a pecora vi ha messo al posto vostro. Diceva bene quando sosteneva che avevate la paga da soldato e i vizi da generale. Che c’è? Vi siete sentiti urtati? Tu, quelli come te e alcuni giornalistucoli locali? Ma misuratevi la “palla” prima di parlare. Ma avete capito che Lotito ha vissuto sotto scorta dopo il tentativo di estorsione e di imposizione a vendere la Lazio da parte di “tipini” particolari legati a terroristi neri e altra bella gente? Non ha venduto la Lazio allora, figurati se si faceva intimidire da qualche “provincialotto” come te e compagni, perché tali vi siete e vi state dimostrando, facendo fare a tutti noi la figura di quelli con l’anello al naso. Per fortuna la maggior parte dei salernitani, cittadini e tifosi (quelli veri), non sono tutti come voi. Riguardo alla questione avviso pubblico, “beni immateriali”, De Luca e tutte le idiozie che hai scritto, o le carte non te le sei lette o, peggio ancora, non le hai sapute leggere. Il famoso bando del 15 Luglio 2011, che invito te e il politico che difendi ad andare a (ri)leggere, ma di cui riporto per brevità lo stralcio relativo proprio ai “beni immateriali”, e cioè il punto 4) lettera e) , recita:

    4) Progetto sportivo
    Il soggetto aspirante dovrà illustrare i programmi societari con riferimento:

    e) cessione a titolo gratuito al Comune della denominazione,logo e colori sociali.

    Io leggo “ILLUSTRARE”, e cioè spiegare MA SENZA ALCUN VINCOLO, in che modo, EVENTUALMENTE, sarebbe potuta avvenire una cessione dei beni immateriali a titolo gratuito in favore del Comune.
    A quel punto, nel PROGETTO SPORTIVO, che conosce solo De Luca, il proponente può anche avere semplicemente dichiarato che avrebbe provato ad acquistare i beni immateriali ma che li avrebbe annessi al patrimonio della società SENZA DONARLI AL COMUNE. Se De Luca ha deciso di accettare il progetto sportivo di Lotito e Mezzaroma in luogo di quelli proposti da altri sono solo fatti suoi, visto che le norme prevedevano che fosse lui l’unico a poter decidere. Sta di fatto, per buona pace tua e dei vari “punzecchiatori”, che lui come sindaco non ha fatto alcun abuso e che l’aggiudicatario non ha disatteso alcun obbligo. Hai detto a me di arrampicarmi sugli specchi: perché invece la tua forzatura (eufemismo) di obbligarsi in un contratto a promettere una cosa che teoricamente poteva non avvenire mai cos’è? I beni erano di proprietà della Energy Power. E se Lombardi non avesse voluto venderli? E se li avesse voluti vendere ad una società bocciofila? Chi avrebbe potuto impedirglielo? I beni immateriali, amico mio, erano pervenuti alla Energy Power che li aveva acquistati dal Fallimento della Salernitana Sport Spa e la cosa non avvenne subito dopo il lodo Petrucci. La Salernitana di Lombardi infatti, per un breve periodo, PROVO’ a chiamarsi “Salernitana” e ad usare il cavalluccio, ma fu costretta a chiamarsi “Salernitana Calcio” e ad usare la “palla di pezza” come logo perché nel frattempo era stata citata (GIUSTAMENTE) dal Fallimento della Salernitana Sport in quanto stava utilizzando abusivamente nome e logo. Solo nel 2009 Lombardi tramite la Energy Power acquistò dal fallimento i beni immateriali, concedendone l’uso alla Salernitana Calcio, poi fallita nel 2011 e condannata, peraltro, nello stesso anno a pagare ben 3.5 milioni di euro al fallimento della Salernitana Sport per averne utilizzato abusivamente i beni all’inizio.
    Tutto quello che ho scritto è facilmente reperibile online, il problema è che volete fare i “professoroni” senza sapere le cose e pensando che la sola “passione” possa essere sufficiente a scavalcare norme e leggi. Nella stessa sentenza del 2011 vengono infatti descritti con estrema puntualità e padronanza dell’argomento da parte dei Giudici tutti gli aspetti che, nel MONDO MODERNO, regolamentano la proprietà, lo sfruttamento e il valore di beni immateriali quali Denominazione, Marchio e Colori sociali legati ad una Società sportiva. Consiglio a te al politico di andare a trovarvi e a leggere anche questa (6559/2011 del 18/04/2011 Tribunale di Napoli) così vi rendete conto di quanto pesino i beni immateriali per il patrimonio di una Società e che solo un coxione avrebbe accettato anche solo di impegnarsi a regalarla al Comune. Comunque, IO faccio sempre e comunque il tifoso, e appena possibile andrò allo stadio a sostenere la mia Squadra, anche se dovesse scendere in campo con 11 diciottenni; TU e gli altri, se proprio volete, vivete pure di ricordi di un Calcio che non c’è più, forse per voi è meglio così.

  12. Che mi citi la sentenza del Tribunale di Napoli (che conosco già abbondantemente) che rispondeva alle rimostranze della curatela fallimentare della “ei fu” Salernitana Sport di Aliberti, riconoscendo l’importanza patrimoniale dei beni immateriali di una squadra di calcio e quindi condannava la Salernitana Calcio 1919 di Lombardi (nel mentre fallita) ad un conguaglio risarcitorio nei confronti della curatela stessa, per aver indebitamente adoperato (per un periodo di pochi mesi) i segni distintivi senza detenerne la titolarità, non sposta di una virgola il ragionamento che ti facevo più sopra e semplicemente si limita a confermare e “disciplinare” l’importanza, per una società sportiva, di detenere il possesso del proprio logo, del proprio marchio, della propria denominazione, che si traduce in “brand” da poter commercializzare e sfruttare a fini economici. Non c’era bisogno certo di una sentenza di tribunale per capirlo, dal momento che basta gettare un occhio a quanto la voce “merchandising” rivesta un ruolo di primo piano nel bilancio finanziario dei club calcistici d’Oltremanica (Manchester United, City, Chelsea ecc.), che più di tutti e meglio di tutti hanno saputo fare della commercializzazione del proprio brand una fonte di ricavo non indifferente e sono state degli apripista in tal senso.
    Il passaggio del bando di assegnazione del titolo sportivo del 15 luglio 2011 da te messo in evidenza non è altro che un’ulteriore “zappa sui piedi” che figurativamente ti sei dato e che non avvalora affatto la tua tesi; dal momento che si parla esplicitamente di illustrare (hic et nunc, in quel preciso istante: 15 luglio 2011; ben sapendo che, di fatto, si stava parlando di un bene non ancora alienato da un trust, la Energy Power, costituito appositamente da un soggetto terzo – il Lombardi – per tutelare il proprio bene) come procedere all’ ACQUISIZIONE ed alla SUCCESSIVA CESSIONE A TITOLO GRATUITO AL COMUNE, di marchio colore e denominazione. È un punto perfettamente ESPLICITATO da bando, come uno degli impegni che il potenziale aspirante a fare calcio in città s’impegnava a sottoscrivere per vedersi riconosciuta l’assegnazione del titolo sportivo, in caso contrario la sua candidatura sarebbe stata RESPINTA e si sarebbe proceduto all’assegnazione del titolo ad altro soggetto, più chiaro di così si muore! Ed il bello è che il passaggio in questione sei tu stesso a citarlo e a conoscerlo, sebbene lo fai a sproposito, perché non avvalora affatto l’idea che stai cercando di portare avanti!
    Io non contesto affatto la leicità dell’assegnazione del titolo sportivo effettuata illo tempore dall’allora sindaco De Luca al duo Lotito – Mezzaroma, tutt’altro; il “passaggio di consegne” in questone è stato fatto a regola d’arte, e non c’è nulla d’irregolare. Anzi, ti dirò di più, è stato fin troppo disciplinato bene, proprio perché prevedeva l’ IMPEGNO da parte della società subentrante a procedere con l’acquisizione (nei tempi e nei termini gestiti dalla Legge) dei segni distintivi della Salernitana acquisiti dal Lombardi, con l’ IMPEGNO di cederli poi gratuitamente al Comune di Salerno, carta canta!!
    In che modo procedere a questa cessione?Le modalità disciplinate dalla legge sono molteplici (donazione, lascito, comodato d’uso gratuito), non sarebbe stato un problema questo; sta di fatto che non è mai avvenuto, la società calcistica è venuta meno anche in questo e, anzi, c’è stato bisogno di una battaglia ideologica “di popolo” per sensibilizzare la proprietà sulla questione e indurla a procedere con l’acquisto dopo un anno di rimostranze (quando poi il bene sarebbe stato vendibile sin da subito, era stato collocato da Lombardi nell’Energy Power proprio a quello scopo!! Altro che bisognava vedere se Lombardi fosse stato disposto a cederlo, la bocciofila e minchiate varie! Era chiaro l’intento della precedente proprietà della Salernitana calcio 1919 di voler monetizzare dalla cessione dei segni distintivi, l’unico reale bene che la Salernitana calcio “palla di pezza” deteneva).
    E si “ribassó”, il Lotito, a procedere all’acquisto, giusto perché ravvisó nella passione sconfinata dei salernitani per i propri simboli e colori distintivi la possibilità di poter far soldi; e perché nessuno, dal Comune, fece valere i termini del bando di assegnazione, per quieto vivere ed opportunità politica.
    Il “professorone” (a schiovere, come diciamo dalle nostre parti) lo fai solo tu che pensi di parlare con chi non conosce bene le cose e invece seguì, all’epoca, passo passo la vicenda.
    In più, il tentativo di far passare il signor Lotito come quasi un “cavaliere errante della legalità”, una vittima della criminalità organizzata, un indefesso difensore delle norme e delle leggi è quantomeno ridicolo; basta dare un rapidissimo sguardo al curriculum vitae del soggetto in questione e ai suoi reiterati tentativi di aggirare e bypassare normative e regole anche in ambito sportivo, che tanto ci sta facendo penare da due mesi a questa parte.
    Per cui, parafrasandoti, “misurati la palla” dell’etica e della moralità TU e gli altri pseudotifosi come te, galoppini e servi sciocchi di loschi figuri come i nostri attuali proprietari; idolatri di personaggi arroganti, presuntuosi, faccendieri e seriali raggiratori del rispetto delle regole, a discarpito della nostra passione sportiva; e continuate pure a versare il vostro obolo da perfetti servitori di un sistema marcio che vi spreme solamente, e che di valori e di etica sportiva non ha più nulla.

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