Green pass e tamponi rapidi: accordi e iniziative per ridurre il costo dei test

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Dall’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass, chi non ha ancora ricevuto almeno una dose di vaccino o non è già guarito dall’infezione, deve sottoporsi a tampone per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti e per accedere a eventi sportivi, spettacoli, cinema, teatri, palestre, piscine, centri termali, fiere, congressi, bingo e sale giochi

Dopo che la norma è stata approvata in Consiglio dei ministri lo scorso 22 luglio, si erano levate polemiche sui costi che i cittadini avrebbero dovuto sostenere per sottoporsi più volte al tampone. Governo, associazioni di categoria delle farmacie, strutture sanitarie private e luoghi turistici hanno introdotto alcune iniziative per risolvere il problema

Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo (in foto), d’intesa con il ministro della Salute Roberto Speranza, ha siglato due protocolli per garantire la somministrazione di test antigenici a prezzo calmierato. I protocolli si applicheranno presso le farmacie e presso le strutture sanitarie private, autorizzate o accreditate con il Servizio sanitario nazionale e autorizzate dalle Regioni e Province autonome

Gli accordi prevedono la possibilità di effettuare test antigenici rapidi al prezzo di 8 euro per i minori tra i 12 e i 18 anni e di 15 euro per gli over 18

Per i test eseguiti in favore dei minori, è previsto un contributo da parte dello Stato di 7 euro, per cui la remunerazione complessiva per le strutture sanitarie sarà di 15 euro

Il protocollo per le strutture private sarà valido fino al 30 settembre 2021 e l’elenco delle strutture aderenti sarà pubblicato sul sito internet istituzionale del Commissario straordinario all’emergenza Covid

L’accordo con le farmacie è stato siglato dai presidenti delle associazioni di categoria: FederfarmaAssofarm e FarmacieUnite. In occasione della firma, il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia ha detto: “Siamo pronti a fare la nostra parte anche in questa fase della pandemia, per noi significherà verosimilmente molto lavoro e impegno in più, ma daremo il nostro contributo per spirito di servizio nei confronti del Paese”

“La rimodulazione del prezzo dei tamponi – ha detto ancora Tobia – comporterà un sacrificio alla nostra categoria, ma abbiamo aderito perché dimostra ancora una volta il ruolo delle farmacie, come ‘porta aperta‘ per l’accesso al Servizio sanitario nazionale. La priorità, in base all’accordo, sarà data ai ragazzi, che hanno bisogno enorme di recuperare la socialità venuta a mancare in questi mesi”

Intanto, alcuni luoghi turistici del Paese hanno iniziato a organizzarsi per evitare di perdere turisti con l’obbligo del Green pass. Nella giornata di venerdì 6 agosto, oltre 330 tamponi antigenici – su oltre 6mila visitatori – sono stati effettuati gratuitamente ai turisti privi di attestazione anti-Covid all’entrata degli scavi archeologici di Pompei

La stessa soluzione è stata adottata dal parco divertimenti Mirabilandia, in provincia di Ravenna. L’iniziativa di Pompei è stata organizzata da Regione Campania e Asl Napoli 3 Sud, mentre quella di Mirabilandia è stata messa in campo dalla direzione dello stesso parco

Da sabato 7 agosto, anche in Sicilia è possibile effettuare un tampone rapido – con contestuale rilascio del Green pass – presso alcuni luoghi di cultura: la Valle dei Templi di Agrigento, il Parco di Giardini Naxos e il Teatro greco di Taormina, la Villa del Casale di Piazza Armerina, i Parchi archeologici di Siracusa, Selinunte e Segesta, la Galleria Abatellis e il Museo Salinas a Palermo

In diverse Regioni, poi, alcuni ristoranti assicurano sconti ai clienti che hanno dovuto sostenere il costo del tampone prima di pranzare o cenare nel locale

Resta ancora aperto il nodo Green pass sui luoghi di lavoro: nessun accordo è ancora stato raggiunto dopo i primi incontri tra governo e parti sociali. Non è solo l’opportunità di prevedere o meno l’obbligo di vaccinazione a far discutere, ma anche quello – alternativo – di chi dovrebbe sostenere i costi dei tamponi per i lavoratori non vaccinati

Confindustria ha ribadito l’imperativo di tutelare la salute pubblica e garantire la continuità produttiva, introducendo con un intervento normativo l’obbligo sul Green pass in azienda da aggiungere alle altre misure anti-Covid previste dai protocolli. Nessuna intenzione, però, di sostenere eventuali costi dei tamponi per chi non si vaccina

Sul punto, il segretario confederale della Cisl Angelo Colombini ha detto che “dovrà essere il Governo a introdurre, quando e se lo riterrà necessario, l’obbligo del vaccino” e che, in caso contrario, i costi dei tamponi non possono essere a carico dei lavoratori

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