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Punture di spillo (di Enzo Todaro)

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Il lavoro nero non è soltanto una prerogativa dell’agricoltura. Viene praticato su larga scala anche a Salerno. Vittime non solo gli immigrati e gli extracomunitari, ma anche ragazzi e ragazze italiane anzi salernitani.

Vengono impiegati nei lavori più umili, sottopagati, senza assicurazione.

I cosiddetti “datori di lavoro” pescano spesso tra gli studenti momentaneamente in ferie. Anche, e, soprattutto nell’edilizia con particolare riferimento alla provincia il lavoro nero rientra nella “normalità”.

Naturalmente sono dei fantasmi che ogni giorno rischiano la vita per la precarietà del sistema “salvavita”

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Il fenomeno degli incendi è datato nel tempo. Solo chi ha la memoria corta o non si aggiorna grida alla colpevole mano dell’uomo che con ogni mezzo provoca con l’incendio la distruzione della macchia mediterranea.

Da tempo immemorabile incendi dolosi hanno fatto terra bruciata di vaste distese di terreno in quelle località che prima potevano essere destinate ad abusi edilizi

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Altra “scoperta (!) è la non balneabilità di vaste distese del mare del golfo di Salerno. Basterebbe leggere le cronache di alcuni anni fa per averne conferma. Fu il sostituto Procuratore della Repubblica dell’epoca, Antonio Marchesiello, a denunciare l’inquinamento del mare di Salerno dovuto anche allo sversamento di rifiuti solidi, di liquami di ville e villette lungo la costa da Positano sino all’estremo lembo del sud regolarmente fuori legge. Ieri come oggi trionfa l’illegalità

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La riforma della Giustizia del Ministro Cartabia prevede che sia solo il Procuratore Capo della Repubblica ad incontrare i giornalisti nelle conferenze stampa per eventi criminosi di notevole gravità. per la Procura di Salerno non è una novità.

Già da tempo è il Procuratore Capo a presenziare ed informare i media

di Enzo Todaro

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