Allarme amianto nel Salernitano: 8 zone a rischio, mancano mappatura e bonifiche

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Allarme amianto: le zone infestate L’Ona ne individua otto nel Salernitano ma – come titola il “Quotidiano del sud” – avverte: «In realtà sono molte di più, manca mappatura e bonifica». L’indagine svolta dall’Osservatorio nazionale presieduto da Ezio Bonanni. In Campania un censimento del 2018 individua più di 4mila strutture. Dal 2012 ad oggi non terminata la bonifica nelle scuole.

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1 COMMENTO

  1. Nessuno parla dell'area ex marzotto, eppure chi ci lavorava gli è stato riconosciuta esposizione ad rischio polmonare.

    Notizia del giorno”I generosi salernitani che già hanno regalato ad un prenditore privato straniero la più costosa pregiata ambita zona demaniale con spiaggia e mare e veduta sulle due costiere, provvedendo a spese loro ad acquisto espropri…
    La notizia del giorno
    “I generosi salernitani che già hanno regalato ad un prenditore privato straniero la più costosa pregiata ambita zona demaniale con spiaggia e mare e veduta sulle due costiere, provvedendo a spese loro ad acquisto espropri risarcimenti per perdita avvimento attività private e mancati futuri guadagni, abbattimenti di albergo attività private import exporto, grossisti nautici ed accessori, cantieri nautici, grossisti materiali edili, grossisti materiali lignei, rinuciando a centinaia di posti di lavoro storici, abbattimento e distruzione di parco pubblico istituto scuola nautica pubblica parcheggio pubblico economico, tutto con le loro tasse, insistono a regalargli a sto privato straniero anche 8.000.0000 più 22.000.000 più per ultimo altri 2,000.000 per costruirgli il tetto piazza al suo iperlussuoso condominio privato.”

    Lo stesso prenditore privato che sta facendo i grattacieli in prima linea sul lungomare nella speculazione ex marzotto.

    Come è bello costatare come anche la natura si adatta alle necessità del progetto speculativo per massimizzare il guadagno.

    Vi erano sui due lati della strada a partire dalla torre angellara fino alla Regione due file di alberi ormai secolari ad abbellire quella via orbene sono tutte là, tutte sane, ma quelle che finivano sul progetto speculativo riducendone il guadagno hanno pensato bene di ammalarsi, così tanto, da dover essere abbattute per poi speculare pure sul loro legno.
    È proprio una curiosità biologica, una sera degli operai si aggiravano con delle lattine intorno agli alberi e poi si è scoperto che si erano irrimediabilmente ammalate le piante.
    Una malattia che stranamente ha coinvolto solo le piante che davano fastidio all’attuazione del progetto, ne quelle prima , davanti all’hotel mediterraneo, ne quelle dopo dal novo hotel in poi, ne quelle di fronte lato finanzieri, solo le piante che ostruivono il proggetto limitandone il profitto.
    Che dire invece del fatto che nessuna bonifica dell’amianto è stata fatta in quell’area prima degli abbattimenti, eppure è storia, ed io lo so perché una mia lontana zia ne è morta 25 anni dopo averci smesso di lavorare alla Marzotto ed a tanti di loro è stata riconosciuta la esposizione ad amianto, in quell’epoca perfino i tubi dell’acqua, gli isolamenti termici ed acustici, le impermeabilizzazione ed gli impianti termici ed industriali elettrici facevano grande uso di amianto.
    Ebbene hanno abbattuto tutto con grande diffusione di micropolveri e microfibre, con appena degli schizzi di acqua per fingere di ridurre l’innalzamento e diffusione di dette polveri e fibre, che comunque quando si è asciugata l’acqua ed gli operai se ne sono andati il vento ha portato in giro in parte, mentre la restante continua a essere inglobata in cemento manufatti terreni fondamenta terra e strutture e respirata da operai e cittadini.

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