Salerno perde un locale storico: chiude il Vicolo della Neve tra silenzio e indifferenza

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“Senza il Vicolo della Neve”: è il titolo di un post pubblicato, sul proprio profilo Facebook, dal giornalista salernitano Eduardo Scotti. “Più ancora che le porte sbarrate, fanno impressione il silenzio, l’indifferenza sulla chiusura del più antico e celebre ristorante e pizzeria della città. Potrei scrivere di Alfonso Gatto e di artisti, scrittori, giornalisti che hanno frequentato il locale. Non lo farò. Voglio partecipare – sottolinea polemicamente Scotti – anche io all’opera di rimozione, sradicamento e devastazione dell’identità e della memoria di Salerno. Il Vicolo della Neve ha chiuso. Punto”.

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27 COMMENTI

  1. Storico si, ma se i proprietari non si sono evoluti nel tempo e si sono sempre adagiati sugli allori (???) del passato questo è il risultato.
    Ultimamente regnavano sporco e maleducazione con prezzi sproporzionati per la qualità offerta.
    Mi dispiace, ma haimè…è la legge dell’impresa!

  2. Ma certo è cosa dovevamo fare inginocchiarsi e implorare non chiudete non chiudete ma andate acagare

  3. Il vostro mondo è morto tanto, tanto tempo fa. Silenzio e indifferenza sono le cose migliori che possiamo darvi.

  4. Peccato, veramente un ritrovo storico, dove tanti di noi hanno gustate le specialita’ del locale, e chi si scorda della pasta e fagioli “arruscata”, i purp a n’zalata, pizze, baccala’ con le patate e tante altre prelibatezze. Non so i motivi ma veramente e’ una perdita grave per il territorio in termini di cultura/ristorazione/turismo.

  5. Ormai tutta la città sta chiudendo, solo i salernitani, quelli veri, non se ne sono ancora accorti

  6. Mi dispiace, d’altronde oggi,sempre nell’indifferenza vanno avanti locali che servono solo a riciclare capitali dubbi.

  7. Come dovrebbe sopravvivere un ristorante che ha solo posti al chiuso e che per imposizioni stupide non è riuscito a lavorare? Ora aspettiamo la solita banda di frustrati percettori di rdc o pensione statale che verranno a commentare dicendo “bene, io cucino a casa” oppure “ben vi sta, evasori”, arriverà il giorno, come successo in Grecia, che vi ritroverete senza papà Stato che vi passa la paghetta, semplicemente perchè non ci saranno più attività da tassare

  8. Non capisco il tono come a evolizzare o addossare a qualcuno la fine di un locale…. È il corso delle cose….bisogna rimodernarsi e stare al passo coi tempi… chi di voi che leggete è andato ultimamente in questo locale… giovani mangiano in modo diverso, altre location… quindi dispiace i ricordi sono tanti ma le cose cambiano ( e non per colpa di Qualcuno)……

  9. Non capisco il tono come a voler addossare a qualcuno la fine di un locale…. È il corso delle cose….bisogna rimodernarsi e stare al passo coi tempi… chi di voi che leggete è andato ultimamente in questo locale… i giovani mangiano in modo diverso, altre location… quindi dispiace i ricordi sono tanti ma le cose cambiano ( e non per colpa di Qualcuno)……

  10. A breve dovrebbe riaprire con la nuova gestione. Il vecchio gestore era oramai anziano ed in pensione.

  11. Un pezzo vero della Città che muore e così si perdono, nella nebbia dell’indifferenza di una cittadinanza ormai apatica, aneddoti e storie di altre generazioni, di un tempo che fu dove Salerno era tutto un giardino, nelle strade e negli animi.

  12. Compratevela voi la pizzeria. Fate i filosofi con i soldi e le tasche degli altri. Avete vizi da generale e paga da soldato. Lotito e Fabiani, restate sempre con noi.

  13. Don Matteo titolare dell’ antica attività già l anno scorso aveva problemi , licenziò la.maggior parte dei suoi dipendenti perché non riusciva ad andare avanti e quel poco di ristori non bastava a coprire le spese fisse

  14. Va detto che una cosa che va di moda adesso a Salerno è il vicolo delle pere, capisciammé

  15. X “maquaneve 21 Agosto 2021 at 16:30”: con quella ci sciaqui i denti la mattina, le pere sono state sempre di moda, è na vita che ci sono alberi di pere in giro….. capisciammé….Trainspotting è un film del 1996: nu baffo. I sintomi si vedono, sono inevitabili…………

  16. Menù degli anni 90, cibo mediocre, servizio pessimo, igiene del posto vedi India, menomale che ci ha pensato il
    COVID a fermarli, sennò era una bella retata dei NAS.

  17. la Vs è maleducazione stellare (tipicamente stellata) dei parvenu dei giorni nostri. Sarete seppelliti allo stesso modo, e verrete ricambiati con la stessa indifferenza, semplicemente perchè siete e sarete sempre ciucci presuntuosi e inconcludenti. Viceversa , chi ha avuto come me la fortuna di avere genitori nati in quel contesto storico, di aver vissuto anche solo il racconto- di quel dedalo di stradine e viuzze che ci accompagnano nei nostri cuori- ebbene: in qualsiasi altra abitazione di Salerno o d’Italia noi ci trovassimo, la sera, a letto, nel chiudere gli occhi, io (e non solo) sarò sempre a ‘casa nostra’… perchè chell e’ pure casa mia! Onore e Gloria al Vicolo della Neve e ai tanti luoghi del commercio e dell’artigianato scomparsi dal centro storico di Salerno.

  18. chi e’ salernitano ama quei vicoli ma il tempo della salerno dei salernitani e’ finito da tanto e del vicolo della neve era rimasto solo il nome come sono finite le chiangarelle,le galesse u vic di barbuti i mercanti con i vari personaggi a cecatell-a mut che vendeva le sigarett,pall i chiumm che si comprava le fedine…….ogni tempo ha il suo tempo ed oggi a salerno quando senti di parlare tanta gente capisci subito che sono dei paesi e di salerno non hanno niente e non possono amare questa citta come chi ci e’ nato e vissuto.

  19. La vera perdita c’è stata quando il ristorante ha smesso di essere quello di Gatto e di Tafuri.
    È successo parecchi anni fa; l’agonia è durata anche troppo.

  20. Che tristezza… mi spiace per Don Matteo… era 1979… appena fidanzati con mia moglie andavamo a
    Mangiare la pizza al vicolo della neve… pagavamo .. un po’ vergognandoci con manciate di 10 e 5 lire…. scappavamo veloci per la vergogna. Un giorno però fummo scoperti e senza che io pagassi mi disse … non vi preoccupate ‘ so sold pure Chist’… non ci fece pagare. Un posto per noi straordinario … e personalmente trovavo la parmigiana assolutamente eccellente.
    Concordo con chi alza il dito contro una crescente spersonalizzazione della città’… e’ vero …tutto cambia e bisogna andare avanti … ma chi rinnega le origini e i luoghi dove ha vissuto .. dicono non abbia futuro. PN

  21. Chiude il Vicolo della neve, e quindi?
    Voglia di puntare l’indice a cosa, a chi?!
    Le responsabilità vanno tutte alla Gestione del locale che non ha saputo innovare, investire attirare etc..etc. AMEN
    Se l’identità culturale di una città viene a mortificarsi perché il ristorante dove andava lo scrittore e poeta a mangiare la Meveza chiude…STAMM N’GUAIAT!

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