Green pass a scuola, obbligo anche per i genitori e per chiunque accede: le nuove regole

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Il nuovo decreto approvato dal governo ha ampliato l’uso del green pass nelle scuole, oltre che nelle università e nelle Rsa. Ecco quali sono le regole previste che, spiegano da Palazzo Chigi, “disciplinano l’accesso in ogni struttura del sistema nazionale di istruzione e di formazione”

CHI DEVE AVERE IL GREEN PASS A SCUOLA – Oltre al personale scolastico (docenti, amministrativi, collaboratori) il nuovo decreto estende l’obbligo di possedere il green pass. “Chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative è tenuto a possedere la Certificazione Verde”, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. Quindi anche i genitori dovranno avere il pass per entrare negli istituti frequentati dai figli

CHI NON HA BISOGNO DI GREEN PASS – Il governo precisa che “questa disposizione non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori”

FINO A QUANDO – Le nuove norme fissate dal governo per la scuola restano in vigore sino al 31 dicembre prossimo, termine di cessazione dello stato di emergenza

GREEN PASS PER I GENITORI ANCHE IN ASILI NIDI E MATERNE – Come si legge nel comunicato stampa del governo nel provvedimento sono “compresi le strutture in cui si svolgono i corsi serali, i centri per l’istruzione degli adulti, i servizi educativi per l’infanzia, i sistemi regionali di istruzione e Formazione Tecnica Superiore e degli Istituti Tecnico Superiori e il sistema della formazione superiore”. Resta da capire come verrà applicato nella pratica il decreto soprattutto per gli asili nidi e le materne

I CONTROLLI – Il decreto affida le verifiche al dirigente scolastico e ai responsabili di tutte le istituzioni scolastiche, educative e formative che “hanno il compito di controllare il possesso del green pass da parte del lavoratore”. Palazzo Chigi aggiunge che “nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro”

LA PIATTAFORMA NAZIONALE PER I CONTROLLI – Per le verifiche sarà utilizzata anche una piattaforma nazionale. Il ministero di viale Trastevere spiegando che “grazie alla collaborazione fra Ministero dell’Istruzione e Ministero della Salute” ha annunciato che “da lunedì 13 settembre, con l’inizio delle lezioni nella maggior parte delle regioni d’Italia, i dirigenti scolastici, o i loro delegati, avranno a disposizione uno strumento agile per poter controllare, in tempo reale, ogni giorno, lo stato (attivo/non attivo) del green pass dei dipendenti scolastici”

COME FUNZIONERANNO I CONTROLLI DEL GREEN PASS A SCUOLA – Lo strumento digitale sarà inserito nel sistema informativo del ministero dell’Istruzione, già noto ai dirigenti. Il controllo avverrà in pochi passaggi: basterà entrare nel sistema e selezionare la propria scuola per poter visualizzare l’elenco dei pass attivi e non attivi. I passaggi per il funzionamento del controllo sono stati spiegati dal ministero ai dirigenti con una nota esplicativa inviata alle scuole insieme ad un manuale d’uso e a un video che illustra le funzionalità della piattaforma

IL DIRIGENTE PUÒ DELEGARE I CONTROLLI – Ogni dirigente potrà visualizzare, una volta entrato in piattaforma, sia la propria scuola che quelle di cui dovesse essere reggente. Il tutto in un’unica schermata. Sarà possibile delegare il controllo a un altro dipendente della scuola

SALVAGUARDIA DELLA PRIVACY – Tutto il sistema è pensato per salvaguardare la privacy: non sarà, infatti, possibile conoscere la motivazione di un eventuale pass non attivo. Previsto inoltre uno specifico servizio di assistenza attivo dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 14 per raccogliere quesiti e segnalazioni

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1 COMMENTO

  1. Scusate ma le card che ame come ad altri ha rilasciato la Regione Campania non serve più? Perché stamattina mi hanno detto che il loro code non viene identificato possibile che nessuna della regione Campania abbia fatto una comunicazione ad hoc che spreco di soldi e che disorganizzazione

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