Autismo: Tar Salerno rimanda ai medici prescrittori la valutazione dei bambini

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“Finché non si attua pienamente il PDTA ogni riduzione oraria dei trattamenti sanitari è
illegittima perché compromette la salute dei bambini autistici”

A rilevarlo è il TAR di Salerno che ha dato ragione ai genitori di due fratellini con gravissima
forma di autismo .

Nella sentenza oggi pubblicata che segue altre anche recenti del medesimo tenore, si legge
come ”la riduzione dell’assistenza sanitaria in favore dei piccoli pazienti autistici, posta in
essere dall’ASL di SA per uniformarsi alle prescrizioni orarie del PDTA, sia da reputarsi
suscettibile di menomare l’adeguatezza dei livelli prestazionali postulati dall’ordinamento
onde assicurare il più alto standard di salute conseguibile dai cittadini”.

Non è sfuggito al collegio giudicante il deserto di servizi in cui si trovano le persone con
autismo e come il modulo assistenziale costituito dal PDTA introdotto con la DGRC n. 131
del 13 marzo 2021 non abbia trovato concreta attuazione sull’intero territorio regionale.

Non essendo state completate le attività organizzative dei Nuclei Operativi Territoriali, tanto
che i piani terapeutici continuano ad essere predisposti dai soli neuropsichiatri infantili ,
spesso senza le diagnosi proprio richieste dalla stessa Delibera 131, e mancando i PAI ossia i Piani Assistenziali Individuali con il contributo necessario degli Ambiti sociali, ai bambini non possono essere decurtate le ore di terapia per uniformare l’intervento sanitario alle
limitazioni orarie del PDTA.

L’intento senz’altro positivo di garantire a ogni assistito della regione una presa in carico
davvero globale ,coinvolgendo anche gli enti locali e le scuole, era tradito in partenza da una riduzione drastica delle ore di trattamento sanitario che, prescindendo dalla diagnosi e
dalla gravità della patologia, definiva in maniera standardizzata le ore di terapia in base al
solo requisito dell’età anagrafica violando la legge sui LEA nella parte in cui sancisce il
principio di adeguatezza della prestazione rispetto alle specifiche condizioni del soggetto.

E sulla costruzione delle Equipe che devono finalmente dare al territorio strumenti sanitari
di valutazione dei piccoli e grandi pazienti, nonché sulla definizione della presa in carico in
fase di transizione ed in fase adulta, su cui ancora oggi si attendono risposte dalle varie ASL, Angsa Campania si vedrà in prima linea.

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