Covid, aumentano i contagi: chi sono i nuovi pazienti ricoverati

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Continuano a salire i numeri della pandemia di Covid-19 in Italia. Nella settimana dall’1 al 7 novembre la curva dei contagi è tornata a crescere in modo netto. E negli ultimi sette giorni fa segnare, con oltre 50mila casi, un incremento del 42,1% rispetto a quella precedente, come scrive Repubblica. Gli ospedali, per il momento, reggono. Cambia, però, il tipo di pazienti nei reparti: ci sono anche alcuni vaccinati da oltre 6 mesi

Il calo di copertura del vaccino dopo 180 giorni, già certificato nei numeri dell’Istituto superiore di sanità, troverebbe quindi un riscontro in corsia. “La quota dei vaccinati che si ammalano cresce e in un certo senso noi ce lo aspettavamo. Un mese fa ricoveravamo solo pazienti che non avevano fatto neanche una dose, adesso no”, spiega a Repubblica Marcello Tavio, primario delle Malattie infettive del policlinico di Ancona

Tra i nuovi positivi che arrivano in ospedale, stando ai dati dell’Iss, prevalgono comunque ancora i non vaccinati. Nel mese di ottobre sono stati ricoverati 2.890 cittadini che non avevano fatto alcuna dose e 144 che ne avevano fatta solo una. Si tratta del 55% degli accessi in ospedale. Nei reparti di terapia intensiva, i non vaccinati rappresentano il 68% degli assistiti

È quindi importante ribadire che, se letti correttamente, i dati mostrano quanto la vaccinazione sia efficace e confermano che il rischio a cui sono esposti i vaccinati è molto più basso di quello dei non vaccinati

Come sottolineato anche dall’Iss, quando i vaccini nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura si verifica il cosiddetto “effetto paradosso” per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati, per via della progressiva diminuzione del numero di questi ultimi. Può apparire come una conseguenza controintuitiva, ma soltanto perché parte dalla premessa sbagliata di considerare i numeri assoluti, e non le percentuali

I dati Iss dei ricoveri in rianimazione tra gli over 60 segnalano che nel mese di ottobre sono stati ricoverati circa 190 soggetti non vaccinati (su 1,6 milioni di non vaccinati) e 126 persone che hanno completato il ciclo di immunizzazione (su 16,2 milioni). Questi due dati potrebbero sembrare simili, ma non lo sono se letti correttamente. La popolazione di non vaccinati è infatti circa 10 volte inferiore rispetto al numero di over 60 che ha completato il ciclo vaccinale. Ciò significa che il rischio di essere ricoverati è molto più alto tra i non vaccinati

L’Iss, nell’ultimo report, sottolinea inoltre come i ricoveri tra i non immunizzati “sono 7 volte più alti rispetto a chi è vaccinato da meno di 6 mesi e 6 volte più alti rispetto a chi è vaccinato oltre 6 mesi”. Fra gli over 80 “il tasso di decesso nei non vaccinati è circa 10 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro 6 mesi”

Sempre sull’efficacia del vaccino, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro ha dichiarato che “si abbassa dopo i 6 mesi ed è quindi importante effettuare la terza dose booster”

Intanto, l’indice di replicazione diagnostica (RDt) a livello nazionale sui dati del 13 novembre “è pari a 1,42 e superiore all’uno in tutte le regioni”

Questo indica “una significativa accelerazione nella diffusione dei contagi che, a parità di condizioni, potrebbe portare tra due settimane 5 regioni a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 sopra 150 casi per 100.000″, stima il Gruppo di Lavoro MADE dell’Associazione Italiana di Epidemiologia che ha anche diffuso un position paper che contiene cinque raccomandazioni per la gestione dell’attuale fase pandemica

Sulla base dell’analisi dei dati, per il contenimento dei contagi, dei ricoveri e dei decessi associati al Covid-19, è necessario innanzitutto, si legge, “promuovere la vaccinazione dei soggetti che, fino ad ora, non hanno aderito all’offerta puntando a campagne mirate di chiamata attiva” e “accelerare al massimo la somministrazione della dose booster”

“È possibile, infatti, stimare il numero di persone che bisogna vaccinare per prevenire una infezione, un ricovero in ospedale, uno in terapia intensiva, un decesso. In base all’incidenza e ai dati osservati nel mese di ottobre, se avessimo raggiunto 367 soggetti, tra le 235.000 persone di più di 80 anni ancora non vaccinate, avremmo evitato un contagio; con 783 somministrazioni avremmo evitato un ricovero e, con 1.365 vaccinazioni tra gli over 80 non vaccinati, avremmo evitato un decesso”

“Con l’aumento prevedibile dell’incidenza nelle prossime settimane, il guadagno in numeri assoluti di eventi evitati con la vaccinazione risulterà ancora maggiore”, spiegano gli esperti

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