Ponte dell’Immacolata: dai viaggi alle piste da sci, cosa si può fare e cosa no

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Il ponte dell’Immacolata è alle porte e gli italiani si preparano a festeggiare la prima festività natalizia. Quest’anno l’8 dicembre cadrà di mercoledì, regalando ai più fortunati un weekend lungo da passare con la famiglia o in viaggio

Ma con l’aumento dei contagi delle ultime settimane, non si sa ancora quale sarà la situazione pandemica all’Immacolata. Se adesso l’Italia è tutta in bianco, consentendo riunioni e spostamenti, è possibile che per l’8 dicembre più di una Regione sia in zona gialla o arancione

Il cambio colore fa tornare le restrizioni, che sono graduali a seconda della gravità della situazione Covid. Quindi prima di organizzare un viaggio per il ponte è importante ripassare le regole per le diverse zone e attività. Ecco cosa si potrà fare e cosa no

COSA SI PUÒ FARE IN ZONA BIANCA – È consentito stare in famiglia e con gli amici, viaggiare, andare in giro per negozi, al ristorante, visitare musei. Resta l’obbligo di esibire il green pass prima di entrare nei luoghi pubblici e prima di salire su aerei, navi e treni. È possibile che entro fine novembre possa cambiare qualche regola sulla durata del pass (da 12 mesi a 9 o 6)

IMPIANTI SCIISTICI – La stagione sciistica riparte il 27 novembre con la riapertura degli impianti e il weekend dell’Immacolata sarà il primo vero stress-test per il settore. Per accedere, sia in zona bianca che in zona gialla è necessario il green pass. Il protocollo approvato dai gestori prevede anche una serie di regole

Il limite della capienza per le cabinovie è fissato all’80%, sulle seggiovie è al 100%. Sempre obbligatorio indossare la mascherina. All’interno dell’area sciistica dovranno essere creati dei percorsi che garantiscano il distanziamento. Impianti chiusi in zona arancione o rossa

VIAGGI ALL’ESTERO – Vista la forza della quarta ondata che in tutta Europa sta mettendo in difficoltà i Paesi, dalla Germania all’Austria, il consiglio del ministero della Salute è di limitare i viaggi all’estero. Diverse nazioni stanno introducendo nuovi lockdown e limitazioni ai turisti. Quindi chi ha programmato un viaggio all’estero dovrà verificare le regole sia nel Paese di arrivo sia al rientro in Italia

Un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza ha creato corridoi turistici Covid-free per vaccinati o guariti verso ArubaMaldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana, Egitto (per le zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam). Quarantotto ore prima del rientro si dovrà effettuare il tampone

LE REGOLE DELLA ZONA GIALLA – Ecco cosa rischiano le Regioni in bilico tra zona bianca e gialla. In giallo torna obbligatorio l’uso delle mascherine, non solo al chiuso ma anche all’aperto. Inoltre, viene fissato il limite di quattro persone che possono sedersi allo stesso tavolo di bar e ristoranti, fatta eccezione per i conviventi

Si riducono le capienze di stadi (50%) e palestre al chiuso (35%). Al 50% quella di cinema, teatri e sale da concerto. Chiuse le discoteche. Per quanto riguarda gli spostamenti, non ci sono problemi se ci si muove tra Regioni bianche e gialle

I PARAMETRI – La zona gialla scatta al raggiungimento di tre indicatoril’incidenza dei nuovi contagi ogni 100mila abitanti deve essere uguale o superiore a 50 casi; il tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri nei reparti ordinari deve superare il 15%; quello nelle terapie intensive il 10%

LE REGIONI A RISCHIO – Se ad oggi tutta Italia sarà in bianco per almeno altri sette giorni, la situazione potrebbe cambiare già dalla prossima settimana, con la possibile entrata in zona gialla di alcune Regioni a rischio. Il vicepresidente del Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, ha affermato: “Ormai le soglie sono superate, quindi credo che dal 29 novembre il Friuli-Venezia Giulia passerà in zona gialla

Secondo i dati del monitoraggio Iss, salgono a 18 le Regioni e Province autonoma che registrano un’incidenza di casi di Covid-19 superiore alla soglia di allerta di 50 per 100mila abitanti, a partire dalla quale diventa difficile riuscire ad eseguire il tracciamento dei casi

Il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Bolzano registrano questa settimana i valori massimi di incidenza di casi Covid: il valore è pari a 406 per 100mila abitanti a Bolzano e a 289,3 in Friuli

I due territori registrano anche i valori più alti per l’occupazione delle terapie intensive e dei reparti di area medica: il Friuli ha un tasso di occupazione del 13,1% per le intensive (sopra la soglia massima del 10%) e del 14,8% per l’area medica (vicino alla soglia massima del 15%)

ZONA ARANCIONE – Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, a dicembre qualche Regione potrebbe colorarsi anche di arancione. In questa fascia non si può uscire dal proprio Comune, se non per motivi di lavoro, salute e necessità e con il green pass

È consentito solo l’asporto o la consegna a domicilio per bar e ristoranti. Chiuse palestre, piscine, teatri, cinema. Visite ad amici e parenti solo una volta al giorno, al massimo in due con minori di 14 anni

ZONA ROSSA – Se poi l’8 dicembre si dovesse tornare in zona rossa, bisogna ricordare che nessuno spostamento è consentito, nemmeno le visite ad amici e parenti, se non per motivi di salute, necessità e lavoro. Tutti i negozi e le attività sono chiuse, eccetto i servizi essenziali e bar e ristoranti per asporto e consegna a domicilio

COSA HANNO CHIESTO LE REGIONI – Proprio per l’aumentare dei casi e per scongiurare il rischio di dover reintrodurre le restrizioni in vista delle feste, le Regioni hanno chiesto al governo un tavolo per discutere l’introduzione di un super green pass solo per vaccinati o guariti sul modello tedesco, una sorta di lockdown per i no-vax

COSA PENSA DI FARE IL GOVERNO – Al momento però il governo guarda ai numeri e, dato che per ora nessuna Regione subirà restrizioni, sembra che la situazione resterà la stessa. A pesare sulle decisioni sarà lo sviluppo della pandemia nelle prossime settimane

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