Spedizioni: con Rif Line il porto di Salerno “si apre” verso Oriente

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L’annuncio della nuova “base operativa salernitana” è la prova dell’ennesima “scommessa” vinta da parte di Rif Line. L’importante player delle spedizioni, infatti, ha da poco investito su un proprio servizio di linea, in grado di mette in contatto diretto i porti di Shanghai e quello di Civitavecchia. Una tratta rivoluzionaria e necessaria per le attuali nuove esigenze legate al trasporto delle merci, che permette di “accorciare la distanza” tra Cina e Italia.

A distanza di poco tempo dal varo, con l’arrivo del primo carico a Civitavecchia, complice l’immediato feedback fortemente positivo ricevuto dal mercato, Rif Line ha potuto subito organizzare e annunciare ufficialmente un doppio potenziamento del proprio servizio di linea (aggiungendo una nuova destinazione strategica: quella di Shenzen), l’incremento della sua flotta (già composta dalla Iberian Express e la Cape Flores) con l’ingresso della Green Ocean e, ora, il nuovo scalo a Salerno.

Civitavecchia, dunque, non sarà l’unico scalo italiano della linea attivata da Rif Line. La “rotazione” prevista fra la Cina e l’Italia vedrà presto protagonista anche la Campania, per rivolgendosi direttamente anche ai fornitori e caricatori del Mezzogiorno. Una decisione, quella dello spedizioniere italiano, mirata visto che lo snodo è iscritto nella I classe della II categoria dei porti marittimi e riveste un ruolo significativo per il sistema industriale e commerciale del Centro-Sud e per la movimentazione dei container.

Non è un caso, infatti, che la Commissione Europea, in concomitanza con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), si sia recentemente espressa favorevole a concedere nuovi finanziamenti per interventi infrastrutturali dello scalo dopo aver appurato la realtà portuale salernitana, caratterizzata da efficienza, sicurezza e dinamismo.

«La scelta di operare anche da Salerno – spiega Francesco Isolaamministratore delegato della società di spedizioni – fa parte di un più ampio progetto che stiamo concretamente sviluppando e portando avanti con impegno: quello di fornire maggiori servizi ai clienti e di essere sempre più vicini alle aziende del territorio. Abbiamo costruito un network internazionale forte, diffuso, capillare in particolare in quelle aree nelle quali il commercio internazionale è maggiormente in crescita. Siamo presenti con personale specializzato, numerosi uffici diretti e uffici di rappresentanza».

gennaio, inoltre, Rif Line inaugurerà un nuovo collegamento, questa volta con il Bangladesh (dove la società ha 2 sedi, a Chittagong e Dhaka). Una tratta caratterizzata da un transit time di 16/18 giorni e con partenze regolari ogni 20 giorni. Un traguardo importante visto che il Paese sito sul Golfo del Bengala sta ora diventando il nuovo polo manifatturiero asiatico. Non solo, tornando in territorio italiano, ci sarebbe allo studio anche l’idea di servirsi, in un prossimo futuro, anche di un porto del Nord Italia.

«Dopo l’esperienza causata della pandemia, dove a fare la differenza per non chiudere in perdita è stata la tipologia di merce trattata – aggiunge Isola – è ormai chiaro che alcune aree diventeranno sempre più fondamentali per il settore e noi, come società, guardiamo al futuro, puntando a crescere sempre di più».

«Con un team che vanta più di dieci anni di esperienza – chiude l’amministratore delegato Rif Line – siamo un network internazionale in cui, ogni giorno, oltre 1000 persone lavorano per la movimentazione delle merci dei nostri clienti. Da qualunque paese del mondo, verso qualunque paese del mondo. Soprattutto, Rif Line è passione: per il lavoro, per l’innovazione, per la qualità. RifLine è cuore italiano e Valore globale».

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2 COMMENTI

  1. Quanto sarebbe auspicabile che il favore espresso dalla Commissione Europea a concedere finanziamenti, per potenziare le infrastrutture portuali, si traducesse in un concreto progetto per dotare anche il porto di Salerno di un idoneo raccordo ferroviario con la rete nazionale.
    Opera indispensabile, anche a supporto di questi nuovi collegamenti con la Cina

  2. Giusta osservazione ma, riflettendoci un po’, viene da pensare che allo scopo ci sarebbe già il porto di Gioia Tauro e potrebbe essere sufficiente potenziare la dorsale ferroviaria tirrenica senza devastare ulteriormente la delicata costa salernitana. Fabiani vattene.

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