Super Green Pass, dal ristorante al cinema: ecco dove non potranno entrare i non vaccinati

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L’idea del super green pass per “premiare i vaccinati” ed evitare chiusure generalizzate comincia a prendere forma. Il governo ha visto ieri le Regioni in un primo incontro interlocutorio, dove si è discusso del nuovo decreto Covid che verrà adottato in vista del Natale

I territori hanno chiesto di dare il via libera al provvedimento che prevede restrizioni per chi ha deciso di non sottoporsi al ciclo vaccinale. I temi sul tavolo sono tanti, dalla durata del green pass all’obbligo vaccinale per alcune categorie professionali

Per quanto riguarda il super green pass, la discussione è incentrata su quando adottare la misura: alcune Regioni, sulla scia della crescente preoccupazione, avrebbero chiesto di farlo scattare già in zona bianca

Il super green pass sarà ottenibile solo da vaccinati contro il Covid o guariti e prevede restrizioni specifiche per chi non si è sottoposto al ciclo vaccinale. L’obiettivo è salvare il Natale e smuovere i 7,6 milioni di no vax, ma anche premiare i vaccinati evitando le chiusure per loro

Chi non si vaccina non potrà sedersi al ristorante, andare al cinema, a teatro, allo stadio, in discoteca, a sciare, frequentare palestre e piscine. Sostanzialmente sarà escluso dalla vita sociale del Paese. Potrà ottenere una certificazione tramite tampone solo per andare a lavorare e per i servizi essenziali

Dopo aver ascoltato le richieste dei governatori, ora il governo valuterà con quali modalità attuare il provvedimento. Il prossimo Consiglio dei ministri è in programma giovedì, ma le Regioni hanno chiesto un nuovo vertice per essere aggiornati sulla situazione

Sembra prevalere l’ipotesi di adottare la certificazione quando si passa in arancione, che prevede l’obbligo di chiusure e limitazioni. In quel caso ci sarebbero corsie preferenziali per i vaccinati che potrebbero continuare a frequentare i luoghi di socializzazione, contrariamente ai no vax

Ma c’è anche chi, come il governatore della Calabria Roberto Occhiuto, propone di anticipare la misura già da subito, indipendentemente dai colori, e di estendere il super green pass dalla zona bianca

Tutti i governatori hanno sottolineato la necessità di agire il prima possibile. L’urgenza è giustificata dalla preoccupazione per la risalita dei contagi che potrebbe condizionare non solo il Natale ormai alle porte ma anche la stagione del turismo invernale

L’obiettivo è quello di evitare nuove chiusure, come sta avvenendo in Alto Adige, dove si sfiora il 18% di non vaccinati. Il governatore Arno Kompatscher ha varato una maxi-stretta che prevede anche il ritorno del coprifuoco per i comuni in rosso

“Per chi decide di non vaccinarsi – ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa – è giusto garantire il diritto al lavoro e i diritti primari, ma è giusto anche che abbia qualche restrizione in più”

“Non deve esserci inerzia”, è la richiesta del presidente della Lombardia, Attilio Fontana. “L’importante è tutelare la sicurezza delle aperture, la continuità delle attività commerciali e imprenditoriali e tutelare chi ha fatto proprio dovere, rispettando richieste dello Stato”

Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, chiede un “aumento dei controlli alle frontiere con i Paesi con maggiore circolazione”, mentre il collega della Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, ribadisce di “tutelare la stagione turistica invernale che si sta aprendo”

Il governatore siciliano Nello Musumeci, invece, va oltre e invoca l’obbligo vaccinale per tutti. Una misura, sostenuta anche da Confindustria e dai sindacati dei lavoratori, che al momento però non è al vaglio di Palazzo Chigi

In settimana verranno risolte anche le altre questioni sul tavolo: una prima certezza arriva sulla terza dose che “sarà possibile fare a cinque mesi dal completamento del primo ciclo“, come annunciato dalla circolare del ministro della Salute Roberto Speranza 

Poi verrà presa una decisione sull’obbligo della terza dose per i sanitari. Allo studio anche la possibilità di estendere in seguito l’obbligo anche per altre categorie, come quella dei docenti, delle forze di polizia e di tutto il personale a diretto contatto con il pubblico

Infine ci sono da affrontare le altre problematiche che riguardano lo strumento del green pass. Il governo deciderà sulla sua durata, che probabilmente verrà ridotta da 12 a 9 o 6 mesi, e sulla validità dei tamponi, che potrebbe passare a 24 ore da 48 per i rapidi e a 48 da 72 per i molecolari

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