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La pandemia non accenna a recedere definitivamente, complice la nascita di nuove varianti del Coronavirus. L’ultima è quella che per il momento fa più paura: ribattezzata variante Omicron, è stata scoperta in Sudafrica e ha messo in allarme i ministeri sanitari di tutto il mondo. Anche perché potrebbe trattatarsi di una variante resistente ai vaccini finora in commercio. Ma cos’è e quali sono i sintomi per riconoscerla? Cosa sappiamo finora.

Variante Omicron: cos’è e sintomi

Al momento la variante è ancora pressoché sconosciuta. Le poche informaizoni provenienti dal Sudafrica sono preoccupanti ma non allarmanti. RIspetto ad altre varianti non dovrebbe avere una maggiore gravità. Ma il numero di mutazioni che presenta risulta decisamente atipico.

Quel che è certo fino a questo momento è che la nuova variante B.1.1.529 presenta un elevato numero di mutazioni del gene S. In particolare: A67V, D614G, D796Y, E484A, G142D, G339D, G446S, G496S, H69del, V70del, H655Y, ins214EPE, K417N, L212I, L981F, N211del, N440K, N501Y, N679K, N764K, N856K, N969K, P681H, Q493R, Q498R, Q954H, S371L, S373P, S375F, S477N, T95I, T478K, T547K, V143del, Y144del, Y145del, Y505H. Cosa vuol dire questo in parole povere? Che è facilmente riconoscibile, ma questo non vuol dire che sia del tutto diversa da altre varianti, ad esempio quella Delta.

Anche la sintomatologia non sembrerebbe differire in maniera particolare. I pazienti in cui è stata riscontrata lamentano infatti dolore stanchezza estrema, oltre a congestione nasale, naso che cola, starnuti, mal di gola. Sintomi molto più vicini a quelli di una normale influenza. Non si notano invece sintomi tipici del Coronavirus, come perdita di gusto e olfatto. Ma anche questi aspetti andranno analizzati su una tempistica più a lungo raggio. Nelle prossime settimane ne sapremo di più.

Variante Omicron: buca i vaccini?

Per quanto riguarda la presunta resistenza ai vaccini, in questi giorni di allarme sono tante le voci che si sono diffuse sui social. Ma di certo al momento non si sa molto. La nuova variante si è sviluppata in Sudafrica, paese con una copertina vaccinale ancora molto bassa (circa il 20%). Per questo è difficile in questo momento poter dire se sia o meno capace di ‘bucare’ del tutto i vaccini. I vertici di Moderna hanno spiegato comunque che serviranno almeno due settimane per poter dire di più, confermando comunque come l’azienda sia già al lavoro su un richiamo specifico contro questa nuova variante. Stesso dicasi per Pfizer e Johnson & Johnson.

Lo stesso ministro Speranza ha invitato a restare tranquilli, senza sbilanciarsi in un verso o nell’altro. E il consulente Walter Ricciardi ha aggiunto: “C’è una buona probabilità che i vaccini continuino a proteggere, ma sapremo di tutto nelle prossime due settimane“.

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