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Sono 126.888 i nuovi casi di coronavirus in Italia (ieri sono stati 98.020, qui il bollettino). Sale così ad almeno 5.981.428 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (compresi guariti e morti) dall’inizio dell’epidemia. I decessi odierni sono 156 (ieri sono stati 148), per un totale di 137.247 vittime da febbraio 2020.

Le persone guarite o dimesse sono complessivamente 5.064.718 e 22.246 quelle uscite oggi dall’incubo Covid (ieri 21.871). Gli attuali positivi — i soggetti che hanno il virus — risultano essere in tutto 779.463, pari a +104.598rispetto a ieri (+75.997 il giorno prima).

I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 1.150.352, ovvero 120.923 in più rispetto a ieri quando erano stati 1.029.429. Si tratta di nuovo record di test, dopo quello del 28 dicembre. Il tasso di positività sale all’11% (l’approssimazione di 11,03%); ieri era 9,5%. Qui la mappa del contagio in Italia.

Record assoluto di contagi per il terzo giorno consecutivo. Superata la soglia di 100mila, con dati mai visti prima a livello regionale in Lombardia (oltre 39mila nuovi casi) Veneto, Campania, Piemonte, Toscana e in altre regioni. «I numeri sempre più alti non devono spaventarci, se non corrispondono all’aumento straordinario di ricoveri— ha detto l’epidemiologo Luigi Lopalco al Corriere —. Il picco di questa quarta ondata ci sarà nella prima settimana di gennaio. Poi la fiammata si spegnerà».
Il monitoraggio della Fondazione Gimbe ha quantificato «l’impennata» di Natale per quanto riguarda le infezioni, dovuta sia alla crescita della circolazione del virus a causa di Omicron che all’incremento di tamponi: +80% i nuovi casi nella settimana 22-28 dicembre rispetto alla precedente, +16% i decessi nello stesso arco di tempo (con una media di 146 al giorno), +20,4% i ricoveri e +13% le terapie intensive.
Un anno fa, il 30 dicembre 2020, i dati delle ospedalizzazioni e delle vittime giornaliere erano molto diversi: con 16.202 nuovi casi ci furono 575 decessi.
Allora, nei reparti Covid c’erano 23.566 ricoverati — ora poco più di 10 mila — e i malati in terapia intensiva erano 2.528 — ora meno della metà.
Impossibile fare un paragone tra i tassi di positività di oggi e di un anno fa, perché il 15 gennaio 2021 questa percentuale è cambiata con l’introduzione dei test antigenici nel calcolo. Nel dicembre 2020 i tamponi rapidi non venivano conteggiati, come invece avviene adesso.

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