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Nonostante i contagi in forte aumento, l’Italia resta tutta in zona bianca o gialla. Le zone attualmente in giallo sono Liguria, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, la provincia autonoma di Trento e quella di Bolzano. Questi territori erano e restano di questo coloreMa dal 3 gennaio passano in zona gialla anche la Lombardia, il Lazio, il Piemonte e la Sicilia

Il passaggio da zona bianca a gialla scatta al raggiungimento di tre parametri: incidenza settimanale dei nuovi contagi ogni 100mila abitanti uguale o superiore a 50 casi, il tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri nei reparti ordinari al 15% e quello nelle terapie intensive al 10%

Da lunedì 3 gennaio la Lombardia sarà in zona gialla, ha comunicato il governatore della Regione Attilio Fontana, anticipando che “i dati del monitoraggio settimanale della cabina di regia di ministero della Salute e Iss confermano il superamento dei parametri da zona bianca, pertanto da lunedì prossimo la Lombardia passerà in zona gialla. Non ci sono variazioni sulle misure da rispettare da parte dei cittadini, perché l’utilizzo della mascherina all’aperto è già prevista per tutte le fasce, compresa quella bianca”

Oltre alla Lombardia, passeranno in zona gialla da lunedi prossimo anche Piemonte, Lazio e Sicilia. Mezza Italia passa quindi in zona gialla mentre l’incidenza è più che raddoppiata negli ultimi 7 giorni. La scorsa settimana non ci sono stati cambi di colore e dunque a Liguria, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, le Pa di Trento e Bolzano e la Calabria (gialle dalla settimana ancora precedente) si aggiungono le 4 che da lunedi prossimo cambieranno fascia portando a 11 il totale delle regioni gialle

Secondo i dati Agenas del 30 dicembre, il Piemonte supera la soglia di allerta del 10% per il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva (16%) e la soglia del 15% quello dei posti letto ordinari (20%)

La zona arancione, invece, si raggiunge se vengono superate le soglie del 20% e 30% per terapie intensiva e ricoveri in area medica. L’incidenza deve superare i 150 nuovi casi ogni 100mila abitanti per settimana

La Liguria rischiava la zona arancione. Il direttore generale di Alisa, Filippo Ansaldi, il 30 dicembre ha però spiegato: “Da decreto, la valutazione della soglia di occupazione dei posti letto in terapia intensiva da pazienti Covid avviene oggi e oggi abbiamo il 19,6% di occupazione, ovvero al di sotto della soglia (20%) che decreterebbe l’ingresso in zona arancione.

Per quanto riguarda la media intensità, l’occupazione dei posti letto è al 28,4%, quindi anche qui al di sotto del 30% che è la soglia per l’ingresso in zona arancione”

Sempre secondo i dati Agenas del 30 dicembre, in Veneto si registrano dati alti con le terapie intensive piene al 18% e i posti letto in area medica al 19%

La Calabria ha il 15% in rianimazione e il 29% nei posti letto ordinari. Bolzano è al 18% per le t.i. e al 16% per i ricoveri, mentre Trento  è al 23% per le t.i. e sale al 19% con i ricoveri

In Friuli-Venezia Giulia le terapie intensive sono al 15% e il tasso di occupazione dei reparti ordinari al 22%. Situazione simile nelle Marche, che registrano il 17% in rianimazione e il 22% nei reparti

Per quanto riguarda l’incidenza, tutte le Regioni e Province autonome sono oltre la soglia di 50 casi Covid per 100mila abitanti, secondo il rilevamento del Ministero della Salute-Protezione Civile

A causa dell’aumento dei contagi spinto anche dalla variante Omicron, altri territori sono vicini alle soglie della zona gialla

Le altre zone più a rischio di passare nelle prossime settimane in zona gialla sono Emilia-Romagna e Umbria

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