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L’enogastronomia impreziosisce l’appeal del Belpaese

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Secondo i dati dell’Enit – l’Agenzia Nazionale per il Turismo – nel 2019, prima dell’avvento della pandemia, il nostro è stato il terzo Paese più visitato al mondo con 94 milioni di presenze, e questo grazie anche ad una tendenza in atto nel settore che ha accresciuto il suo potenziale attrattivo.

Studi e relative evidenze di tale primato non mancano, anche a valle della esplosione dell’emergenza sanitaria e della crisi del comparto a livello globale, che ha visto un drastico ridimensionamento soprattutto delle presenze straniere. Tuttavia, i cambiamenti indotti dal Covid non hanno intaccato, bensì consolidato la tendenza a prediligere vacanze orientate dalle proposte enogastronomiche.

Il Belpaese è da sempre considerato una meta ambita e sognata dai viaggiatori per le bellezze paesaggistiche, la ricchezza del patrimonio artistico e culturale, la straordinaria varietà delle destinazioni; più di ogni altra realtà è associata a qualità della vita, creatività e inventiva, suscitando un forte desiderio di scoperta.

La dimensione enogastronomica sta infatti diventando una componente determinante nella scelta dei viaggiatori: piatti e prodotti tipici rappresentano un nuovo asset di riferimento, e il nostro Paese ne ha ovviamente tratto enorme vantaggio, potendo mettere al centro dell’offerta turistica Made in Italy altri suoi elementi di eccellenza, primo fra tutti il vino.

L’enoturismo si candida a divenire un volano per l’Italia, la quale dovrà prepararsi a cogliere appieno questa grande opportunità, di fronte ad un pubblico sempre più consapevole e attento alle tematiche della sostenibilità, pronto a premiare i territori in prima linea nella difesa dell’ambiente.

Conferme sull’appeal della nostra penisola arrivano anche dalla analisi di Google Destination Insights, secondo cui l’Italia è in cima alla lista delle mete gourmand nelle tendenze di ricerca su Google e registra un interesse in crescita: tra gennaio e ottobre 2021 la ricerca di tour enogastronomico segna un +39%, mentre quella relativa alle cantine mostra un altro +30%.

Ma se da un lato il turismo di prossimità rappresenterà un trend sempre più consolidato a livello globale, nell’organizzazione di una vacanza ad essere messa al centro sarà anche la sostenibilità, considerata valore molto importante dall’83% dei viaggiatori, resi sensibili al tema dalla pandemia.

La scelta della destinazione diventa quindi una sorta di riconoscimento ai territori e alle aziende che operano per uno sviluppo armonico, nel rispetto della tradizione e della cultura locali, creando ove possibile, anche nuove opportunità occupazionali.

Tony Ardito

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