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Ufficialmente in paese nessuno vuole commentare ciò che è ormai diventato argomento pubblico di chiacchiera e confronto. A Lamon (comune italiano di 650 abitanti della provincia di Belluno), e anche oltre i confini comunali, tutti sanno dell’annuncio che una loro compaesana ha scritto, rendendolo visibile a tutti, su Facebook: «Cercasi positivi per invito a cena. Anche a pagamento. Scrivetemi in privato». La diretta interessata, contattata sul tema, non motiva le ragioni del post a dir poco sconcertante.

No vax cerca positivi, è polemica

Insomma: mentre tutti i media, nazionali e locali, continuano a rendere conto dell’aumento dei contagi che negli ultimi giorni in Italia ha anche superato la soglia dei 200mila quotidiani (in provincia di Belluno superati i 5mila attualmente positivi), mentre l’escalation di contagi nell’ultimo periodo ha indotto molti ad annullare feste e cenoni e a sottoporsi a lunghe code nelle farmacie e nei centri tamponi per controlli precauzionali, mentre – ancora – a Feltre, poco lontano da Lamon, due giorni or sono si sono celebrati i funerali di una 33enne morta per Covid senza mai essersi sottoposta al vaccino, il post della signora di Lamon testimonia che c’è chi si comporta diversamente.

«PROVOCAZIONE»

E chissà a quanti le parole e l’invito possano apparire come una «provocazione» come le ha definite la stessa autrice. Ad una utente che, poco dopo aver palesato le proprie intenzione, le aveva chiesto: «Stai scherzando, vero?», lei ha semplicemente, ma altrettanto inequivocabilmente, risposto «No!». Con il punto esclamativo quasi ad evitare qualsiasi possibile fraintendimento. Ecco allora che di fronte alla mancanza di spiegazioni, è possibile cercare di intuire l’obiettivo perseguito con il post che la lamonese ha pubblicato nella tarda serata della vigilia dell’Epifania.

È verosimile che l’intenzione sia la medesima dei protagonisti dei noti covid-party che riunendo, a stretto contatto, persone non ancora contagiate dal virus con altre risultate invece positive, perseguivano dichiaratamente lo scopo di contagiarsi per poi poter ottenere il greenpass senza doversi sottoporre a loro volta al vaccino. Visto che le eventuali risposte all’invito a cena sono state recapitate in privato, non è possibile sapere l’esito dell’offerta.

Ma se avesse avuto riscontro, gli eventuali commensali in condizione di essere positivi che per andare a cena dovessero uscire dalla propria abitazione, e quindi non ottemperare agli obblighi di legge che li costringono a rimanere isolati in casa, potrebbero essere chiamati a rispondere anche dell’accusa di epidemia colposa. E forse anche l’organizzatrice che ha reso pubbliche le proprie intenzioni dovrebbe rendere qualche spiegazione alle Forze dell’Ordine.

E anche queste ultime, è certo, sono avvertite dell’intenzione della signora, visto che in paese la notizia circola non solo su facebook, ma anche negli incontri per le vie dell’altopiano sin dal giorno dopo la sua pubblicazione, cioè dal 6 gennaio. E c’è da giurarci che anche le istituzioni sanitarie vigileranno perché ciò non possa accadere.

LA SITUAZIONE IN PAESE

A riferire quale sia la situazione attuale dei contagi a Lamon e nelle sue frazioni è la stessa sindaca, Ornella Noventa, aggiornata giorno per giorno dell’evoluzione della pandemia: «Al momento il bollettino fornito quotidianamente dall’Ulss1 Dolomiti parla di 16 casi – riferisce il primo cittadino – ma so che sono molti di più.

Ieri (sabato per chi legge ndr) per esempio, la nota ufficiale segnalava il nome di una persona che io sapevo essere positiva già da cinque giorni. Ho come l’impressione che il Dipartimento di Prevenzione non riesca a tenere il ritmo di quanto e come dilaga il contagio e quindi le notizie arrivano che sono già vecchie». E superate. No, non è proprio il caso di invitare a cena dei positivi. Neanche a Lamon. Nemmeno fosse solo una provocazione, non sembra essere il momento più adatto.

Fonte: IlMessaggero

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