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Federcontribuenti: il superbonus 110% sta creando un’enorme bolla speculativa

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Tra 2020 e 2022 si sono costituite 30 mila nuove imprese nel comparto edilizia. Fedecontribuenti: ”non solo imprese di costruzione ma anche fornitori necessari alla filiera edilizia. Imprese edili senza dipendenti con dichiarazioni false per incassare i soldi e poi sparire. Attenzione anche ai lavori preventivati, il saldo sarà tre volte il preventivato!

L’Agenzia delle Entrate ha intercettato e bloccato circa quattro miliardi fra cessione del credito e sconto in fattura e saranno i privati a pagarne economicamente tutte le conseguenze”. I condomini la categoria più a rischio per truffe e debiti rimanenti. Poste italiane e CDP bloccano la piattaforma per la cessione dei crediti.

Il Superbonus 110% è usufruibile da tutti, sia da chi ha un reddito sia da chi ha solo la casa di proprietà e si trova nella no tax area e molti si domandano: ”quale sarà il ritorno per lo Stato?”.

Questa manovra doveva servire sia per rimodernare gli edifici in materia energetica in linea con le direttive UE e sia creare un ritorno per l’Erario sotto forma di maggior gettito fiscale derivante dai costi burocratici e aggiustamenti al catasto, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Oggi una ditta o società edile onesta e in regola non ha la liquidità sufficiente per portarsi sulle spalle i tanti cittadini proprietari solo dell’immobile e senza alcun reddito, a questo punto o si affida, il cittadino, a una di queste tante società truffaldine o tenta con la banca. Perchè se il contribuente non ha reddito imponibile o è già assorbito da altre detrazioni, a lui non spetta neanche lo sconto dal fornitore! Di quanti potenziali cittadini parliamo?

I contribuenti che hanno redditi fino a 7.500 euro lordi l’anno sono 10,04 milioni, il 24,2% del totale. e versano in media 31 euro a testa . Da 7.500 e 15 mila euro l’anno lordi si contano oltre 8 milioni di contribuenti (il 19,5% del totale), che versano (considerando l’effetto bonus 80 euro) un’Irpef media di 454 euro l’anno. Quindi il 43,68% dei contribuenti paga solo il 2,31% del totale Irpef, pari a un’imposta media, considerando deduzione e detrazioni, di 152,64 euro pro capite.

 

Il decreto antifrode sarà sufficiente a tutelare i cittadini?

”Abbiamo chiuso la stalla, ma i buoi sono già scappati! I cittadini devono comprendere cosa ricshiano affidandosi a queste società nate con uno scopo ben preciso, vale a dire lucrare sui soldi pubblici, e cioè una riscossione forzata da parte dell’AdER. ”Se pur di procedere con i lavori si firmano certificazioni false si è corresponsabili nel reato di truffa allo Stato. Del resto nelle ultime settimane molti cittadini si sono sentiti dire dalla banca di rinunciare al superbonus, segno di una chiusura annunciata, ma, perché il non poter cedere più volte il credito spaventa così tanto? ”Perchè nella maggiorparte delle volte quel credito anticipato lo si avrà indietro nel corso di troppi anni”.

Allora bisogna rinunciare al superbonus 110%?

”No, occorre solo rivedere alcune procedure. Mettiamo che si dia la possibilità alle ditte o società edili anziane di almeno 5 anni e in regola con il DURC di svolgere ristrutturazioni con il superbonus e di poter compensare quel credito con le scadenze INPS e INAIL, ecco che il vantaggio sarebbe immediato e che i cittadini potrebbero affidarsi a ditte o società oneste”.

L’idea del Superbonus 110% resta buona, ma se la procedura viene scritta da chi non ha contezza né di un cantiere e né della realtà immobiliare su tutto il territorio Nazionale e né della situazione economica delle ditte e società oneste e in regola ecco che si aprono le porte ai criminali.

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