Fin dove vuole arrivare Putin e il sostegno della quinta colonna italiana (di Giuseppe Fauceglia)

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La tragedia immane della guerra ha travolto la vita di decine di migliaia di cittadini ucraini periti sotto le bombe ed i missili russi o semplicemente freddati per strada. nella vana ricerca di una via di scampo o di un tozzo di pane.

E’ evidente che Putin intende imbarbarire il conflitto ed estenderne i confini oltre l’Ucraina, minacciando i Paesi baltici, la Polonia ed ora finanche la Svezia e la Finlandia. E’ a tutti evidente la gravità dei fatti registrati in occasione della visita a Kiev del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che è stato accolto dai missili lanciati sulla città dalle truppe russe; né può essere svalutato lo sgarbo istituzionale che Putin ha consumato a Mosca, quando per ore ha fatto attendere il massimo esponente dell’ONU prima di riceverlo.

In realtà, questi episodi manifestano la pericolosità del conflitto e attestano l’inutilità dopo la fine della “guerra fredda” delle Nazioni Unite, che ormai si presenta come un’ istituzione priva di qualsiasi autonomia decisionale.

Del resto, l’espulsione, per altro impossibile, di Mosca dal Consiglio di Sicurezza non sarebbe sufficiente a superare lo stallo decisionale o a restituire efficienza e capacità decisionale al Palazzo di Vetro.

Il silenzio dell’ONU sulle vicende ucraine non è mero grave dell’inerzia nei confronti dell’Arabia Saudita, alla quale è stato consentito di completare il mandato nel “Consiglio dei Diritti Umani”, pur dopo l’eliminazione del dissidente Jamal Khashoggi, ucciso e fatto a pezzi dagli agenti segreti di Riad in una sede diplomatica; oppure  dell’imperturbabile silenzio di una istituzione dell’ONU, l’Organizzazione mondiale per la Sanità, di fronte alle menzogne e agli inganni cinesi nel corso della pandemia, e tutto grazie al Presidente Tedros Ghebbreyesus, eletto solo grazie ai voti della Cina e dei suoi alleati africani.

In sostanza, con l’invasione dell’Ucraina, la Federazione Russa ha inteso manifestare esplicitamente l’inutilità dell’ordine mondiale formatosi nel corso della “guerra fredda”, in uno  al dispregio nei confronti di qualsiasi Istituzione internazionale.

A fronte di questa situazione, nel nostro Paese si va formando una quinta colonna di sostegno a Putin e alla sua guerra, composta da intellettuali in cerca di spazio televisivo, da giornalisti dimenticati dal pubblico e da una pletora gaudente che intende assicurare il proprio “status” sulla pelle degli ucraini.

Si è addirittura passati dal sostegno alla “denazificazione” dell’Ucraina, pubblicizzata dalla propaganda russa, alla sostanziale giustificazione di ogni reazione di Putin, come se ad essere invasa fosse stata la Russia. Un vero e proprio “falso storico”, che si completa con la sfacciata negazione delle plurime violazioni dei diritti umani, compiute dall’esercito di Putin.

Ciò mentre in Russia si susseguono gli arresti e le denunce per il “reato di diffusione di false informazioni sull’esercito russo”, mentre continua la fuga dei cervelli all’estero (negli ultimi tre anni sono circa 30.000 i ricercatori russi che hanno trovato rifugio in altri Paesi); mentre i massimi dirigenti di banche e di grandi società di Mosca o “sono suicidati” o, come il vice presidente di Gazprombank, Igor Volobuev, “vergognandosi per tutta la vita per quello che ha fatto Putin”, hanno preferito la fuga, per evitare le purghe contro i dissidenti.

La propaganda interna imperiale dello Zar finisce così per trovare spazi insperati, nel contesto, non coerografico, del militarismo e della ideologia guerrafondaia, alla quale, però, non è estranea anche una parte dell’Occidente e la stessa Europa, che ormai pare irrimediabilmente destinata al tramonto.

Giuseppe Fauceglia

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