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“Lockdown in autunno lo vedo altissimamente improbabile”

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“La situazione Covid è sotto controllo, ma da non sottovalutare”. A dirlo è stato il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, che è intervenuto durante la seconda giornata di Live In Venezia, l’evento firmato Sky TG24 che porta i temi dell’attualità nelle piazze italiane.

Locatelli ha spiegato che “tutti gli indicatori sono favorevoli” ma non bisogna dimenticare che il virus circola ancora. Sui vaccini ha ribadito che “ci hanno salvato, risparmiando tante vite”, mentre ha frenato sulla quarta dose per tutti: “È presto, concentriamoci sul coprire i fragili”. Sul prossimo autunno, poi, ha confidato che vede “altissimamente improbabile” un lockdown

Sui prossimi mesi, Locatelli ha anche dichiarato: “Un lockdown in autunno lo vedo altissimamente improbabile”. Ha però aggiunto: “Dobbiamo entrare in una logica in cui le misure devono essere viste in maniera elastica perché adattate al contesto epidemiologico. In una situazione come l’attuale ci possiamo permettere tutta una serie di allentamenti, uno su tutti le mascherine; dovesse esserci una circolazione importante che provoca oltre che un numero di casi rilevanti anche un impatto sui sistemi ospedalieri o sui decessi, dobbiamo avere questa flessibilità e deve entrare a far parte della nostra cultura”.

Locatelli ha parlato anche del tema vaccini. “Ci hanno salvato in maniera assolutamente determinante risparmiando tante vite. Ricordiamo che i dati a disposizione ci dicono in maniera molto chiara che chi ha ricevuto la dose booster ha una protezione straordinariamente elevata rispetto al rischio di sviluppare malattia grave”, ha detto. E ha sottolineato: “Non confondiamo l’eventuale possibilità di infettarsi con le varianti adesso più contagiose, magari anche di sviluppare alcuni sintomi di bassa rilevanza, con un fallimento dei vaccini. Assolutamente no. L’efficacia vaccinale, nelle ultime analisi effettuate in Italia dall’Istituto superiore di Sanità, è superiore al 90% rispetto al rischio di sviluppare malattia grave”.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità ha parlato anche della quarta dose. “Non dobbiamo dimenticarci che esistono categorie di persone in cui noi dobbiamo insistere di più sulla somministrazione della quarta dose: solo il 35% degli immunodepressi ha ricevuto la quarta dose, che corrisponde per loro alla prima dose booster, e solo il 16% degli over 80 e della fascia 60-79 con comorbidità ha ricevuto la seconda dose di richiamo. Loro devono essere ulteriormente protetti”, ha spiegato Locatelli. E ha ammesso: “La quarta dose non ha avuto l’adesione che era auspicata”. Sulla quarta dose per tutti in autunno, ha aggiunto: “Troppo presto per dirlo, perché ci sono troppe variabili n gioco. Una su tutte la durata della protezione da malattia grave. In più non sappiamo che varianti circoleranno. È troppo presto, concentriamoci sul coprire queste fasce di popolazione. Non è detto che faremo tutti quanti la quarta dose”.

Per quanto riguarda le cure contro il Covid, Locatelli ha sottolineato che “finalmente abbiamo a disposizione sia dei farmaci sia degli anticorpi monoclonali efficaci per prevenire la progressione verso la malattia grave e conferire protezione passiva per evitare che i soggetti a rischio si infettino. Sono ancora sottoutilizzati. Deve essere creata una progressiva cultura dell’uso di questi farmaci. Vanno usati con attenzione, ma va incrementato l’uso e le dosi ci sono”.

A proposito di mascherine, considerando che il 15 giugno dovrebbe scadere l’obbligo delle protezioni al chiuso, ha commentato: “Possiamo liberarci delle mascherine, in questa fase, in molti contesti. Credo che vi sarà un orientamento di conferma sul trasporto pubblico, sui treni a lunga percorrenza e forse, ma non è ancora detto, sugli aerei. Sulla scuola l’auspicio è che a settembre si riparta senza mascherina”.

Secondo Locatelli, poi, “deve entrare a far parte del patrimonio del Paese la creazione di una struttura anti-pandemica”. “Ci sono dei fondi destinati allo scopo – ha detto Locatelli –. Va creata una struttura in grado di giocare una partita per un Paese importante come l’Italia sia nella formulazione di vaccini e di anticorpi monoclonali che per quel che pertiene alla creazione di una centrale che intercetti i segnali. Come riferimento avrà il ministero della Salute, ma poi sarà dotata di una sua struttura gestionale-amministrativa autonoma. I fondi ci sono e sono stanziati”.

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