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Allarme siccità, le regioni chiederanno lo stato d’emergenza

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Prosegue l’allarme per la siccità. Le Regioni, come ha riferito l’assessore veneto all’Agricoltura, Federico Caner, chiederanno al governo la dichiarazione dello Stato di emergenza per la siccità, allo scopo di dare priorità all’uso umano e agricolo della risorsa idrica. Un’ altra richiesta dei rappresentanti regionali sarà quella di mettere a disposizione anche le risorse del Pnrr per la creazione di nuovi invasi.

Questi punti sono stati inseriti all’Ordine del giorno della Conferenza delle Regioni, prevista per mercoledì 22 giugno. Nonostante la situazione da allarme rosso, l’indicazione dell’Osservatorio sul Po è di proseguire con l’irrigazione. La proposta è quella di un provvedimento transitorio per equilibrare l’uso dell’acqua rimasta: diminuire i prelievi del 20% per continuare comunque l’irrigazione, ma garantire l’afflusso di acqua anche al Delta.

Secondo una stima della Coldiretti, al momento i danni inflitti dalla siccità al settore agricolo ammonterebbero a 2 miliardi di euro: più di un quarto del territorio nazionale (il 28%) è a rischio desertificazione e «sta affrontando una situazione di grave siccità che riguarda le regioni del Sud ma anche quelle del Nord, dove la grande sete assedia città e campagne, con autobotti e razionamenti in case, orti e giardini, i fiumi in secca, i laghi svuotati e i campi arsi».

In Campania l’ondata di siccità ha provocato danni su grano duro con almeno il taglio del 20% delle rese nell’alto Casertano, nel Sannio e nell’Irpinia. Nell’immediato la situazione resta meno critica che in altre regioni, ma lo stato di prolungata siccità potrebbe avere effetti importanti anche nella Regione governata da Vincenzo De Luca da qui alle prossime settimane.

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