Covid, Omicron 5 si diffonde anche con il caldo: ecco perché

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La variante Covid Omicron 5 si sta rivelando estremamente contagiosa anche con il caldo, un dettaglio quasi inaspettato. Un punto sul quale sembra essere d’accordo anche Franco Locatelli, che ha fatto notare come la grande contagiosità sia dimostrata anche dalla capacità di colpire chi è già stato infettato. “Oggi abbiamo percentuali di reinfezioni all’8,4%, ricordo che nel periodo in cui circolava Delta eravamo al 2%”.

Un punto sul quale sembra essere d’accordo anche Franco Locatelli, che ha fatto notare come la grande contagiosità sia dimostrata anche dalla capacità di colpire chi è già stato infettato. “Oggi abbiamo percentuali di reinfezioni all’8,4%, ricordo che nel periodo in cui circolava Delta eravamo al 2%

Secondo Pregliasco, intervistato da Fanpage.it, “stiamo vedendo una riduzione della velocità di crescita della curva che possiamo interpretare come un avvicinamento al picco”

Un pensiero su cui concorda anche l’epidemiologo pugliese Pier Luigi Lopalco, intervistato da Repubblica. “A questo punto l’ondata andrà avanti fino alla fine del mese e dovremmo affrontare un agosto più tranquillo dal punto di vista della diffusione della malattia. Ma attenzione però, perché chi pensa che il peggio sia passato deve fare attenzione

Secondo Lopalco, “non è escluso che arrivi una nuova sottovariante che faccia partire un’ondata praticamente subito, cioè ad ottobre. Un virus un po’ modificato troverebbe davanti un’ampia fascia della popolazione suscettibile. Per questo bisogna continuare a essere prudenti”

A preoccupare soprattutto è Ba.2.75, la cosiddetta variante “Centaurus”, isolata per la prima volta in India e che sta già diventando a sua volta dominante in Gran Bretagna, dove sta registrando numerosi contagi

“L’aggiunta di questa sottovariante conferisce al virus un ‘carattere jolly’ in cui la somma delle diverse tipologie virali potrebbe essere peggiore delle stesse prese individualmente”, ha dichiarato il virologo dell’Imperial College di Londra, Tom Peacock, in un’intervista al Guardian

Numerosi casi legati alla sottovariante Ba.2.75 si sono finora registrati in una decina di Paesi, tra cui Germania, Stati Uniti, Canada e Australia, oltre alla Gran Bretagna. Finora però non si sono ancora registrati casi in Italia. “Non sappiamo se è già qui, però non è detto che Centuarus si diffonda”, il commento di Mauro Pistello, direttore dell’unità di virologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, in un’intervista a La Nazione

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