Il gusto della vacanza, la vacanza del gusto (di Tony Ardito)

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Con lo studio “Cibo e Viaggi”, l’Osservatorio Nestlé ha indagato i nuovi significati attribuiti dagli italiani alle loro vacanze e al cibo che proprio in ferie assume una valenza fondamentale, mettendo a paragone i risultati odierni e quelli ottenuti da una precedente analisi del 2018.

La scelta di ogni viaggio ha motivazioni psicologiche più o meno profonde, ma inevitabilmente tutti al rientro ci sorprendiamo a parlare per giorni di quanto era buono quel piatto o quell’accoppiata di sapori, di quanto abbiamo apprezzato o meno le usanze gastronomiche di altre regioni o altri Paesi.

Quattro anni fa chiedevamo alla vacanza relax, divertimento e nuovi flirt, mentre l’esperienza gastronomica era fondamentale per il 39% degli italiani.

Nel 2022 l’asse si è decisamente spostata: ci sembra un po’ meno importante rilassarci, persino il divertimento non esercita più lo stesso fascino, e non c’è molto interesse neppure nella ricerca di nuovi amori. È crescente invece l’importanza che attribuiamo alle esperienze gastronomiche (52%) da cui traspare la nostra trasformazione con dati che, approfondendo nei dettagli, ci riservano un’ulteriore sorpresa negli atteggiamenti: amiamo meno sperimentare e assaggiare di tutto rispetto al 2018 quando prevaleva la curiosità gastronomica.

E ancora, nell’anno in corso amiamo provare solo cibi (e gusti) che non si discostano molto da quelli abituali (40%), mentre nel 2018 la percentuale era minore (28%) denotando maggior senso di avventura. Quando poi non siamo diventati addirittura più quietamente prudenti, con il 18% di noi che dichiara attualmente di mangiare in vacanza solo ciò che conosce, a fronte del 13% nel 2018.

L’Osservatorio evidenzia che la cultura mediterranea del pasto risponde a tre quesiti specifici: cosa mangiare, come mangiare e con chi mangiare. Il pasto è stato da sempre momento di incontro, soprattutto in vacanza; la convivialità incorpora un ideale di comunità, dialogo e anche visione positiva della vita e del futuro. L’indagine disegna un campione più accorto, ma altresì, forse, più triste.

La classifica dei Paesi secondo cui gli italiani si aspettano di mangiare cibo più sano e gustoso è rimasta invariata e vede nell’ordine, oggi come nel 2018, Spagna, Grecia e Francia. Quando rimaniamo in patria la situazione cambia ancora per quanto riguarda le tendenze in aumento, ma non la pole position che spetta ancora alla Sicilia. Continuano a crescere la Puglia e la Toscana; bene anche due regioni del nord, il Piemonte che aumenta nella percezione del gusto e la Lombardia, le cui specialità si stanno lentamente facendo strada.

di Tony Ardito

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