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Indagine Banca d’Italia: torna a crescere il turismo internazionale (di Tony Ardito)

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Dalla indagine di Banca d’Italia sul turismo internazionale, basata su interviste e conteggi mensili di viaggiatori in transito alle frontiere italiane, emerge che per il turismo internazionale di casa nostra il 2021 è stato un periodo di parziale ripresa dopo il crollo registrato nell’anno precedente, durante il quale le entrate mondiali da turismo internazionale sono cresciute a 509 miliardi di euro (pari a circa il 40% dei livelli pre-pandemici).

L’Italia ha ulteriormente ampliato la propria quota di mercato, dal 3,6 al 4,2 %, diventando il quarto Paese al mondo per entrate. Pure le quote globali di Francia e Spagna sono aumentate mentre sono calate quelle degli Stati Uniti e, in misura minore, della Germania, che tuttavia aveva registrato un forte incremento nel 2020.

Nel 2021 il numero di visitatori pernottanti nel Belpaese è aumentato del 6%, in linea con la crescita mondiale degli arrivi; la spesa complessiva dei viaggiatori stranieri cresciuta del 23% sull’anno precedente, ma il livello (21,3 miliardi) è stato pari a circa la metà di quello del 2019. La ripresa nel numero di viaggiatori è stata più contenuta; così come nel primo anno pandemico, si è ulteriormente allungata la durata media del viaggio, a 7,8 giorni (era 6,2 nel 2019).

Nella media del 2021 l’aumento delle entrate turistiche è stato guidato principalmente dai viaggiatori provenienti dai Paesi dell’Unione Europea, la cui spesa è arrivata a circa due terzi di quella del 2019. Sono cresciute soprattutto le entrate provenienti da Paesi Bassi, Spagna e Austria; il recupero è stato più modesto per la Germania, frenato dal calo del numero di viaggiatori tedeschi in Italia.

Le entrate e il numero di viaggiatori internazionali che hanno scelto il Belpaese come meta delle proprie vacanze rimangono, nonostante il recupero nel corso dell’anno, circa un terzo di quelli nel 2019. Si è ampliata ulteriormente la quota di pernottamenti in case in affitto, a scapito di quelli in albergo o in villaggio turistico, appena scesi rispetto al 2020.

Le entrate turistiche sono cresciute in misura particolarmente intensa al Sud e nelle Isole. L’area geografica che ha meno beneficiato della ripresa è stata il Centro: dal 2019 la sua incidenza sulle entrate da turismo internazionale è diminuita di quasi dieci punti percentuali. Il calo è ascrivibile ai flussi verso Toscana e Lazio, che sono stati penalizzati dalla composizione geografica della domanda turistica, storicamente più sbilanciata verso i Paesi extra-europei rispetto alla media nazionale.

di Tony Ardito

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