Gli autogol del Pd: riparto fondi Sanità e piano lavoro. Le ragioni di un ko

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Movimento Cinque Stelle primo partito in Campania ma è tutto merito della difesa a spada tratta del Reddito di cittadinanza?

Una analisi attenta e lucida che punta ad mettere a fuoco meriti e demeriti di chi ha vinto e chi ha perso,

non può non tenere conto di quanto accaduto negli ultimi anni e non soltanto nel periodo di campagna elettorale.

Lunedi 3 ottobre alle 15,00 presso la sede del PD della Campania a S.Brigida, il commissario regionale Francesco Boccia ha convocato una conferenza stampa. A distanza di di una settimana, quando le acque si saranno calmate e quando si avrà il quadro definitivo del risultato elettorale in Campania, l’ex ministro per gli affari regionali insieme ai vertici dem proverà a spiegare cosa è successo.

Sarà l’analisi di una sconfitta che in Campania brucia il doppio perché l’onda di destra è stata sì travolgente ma il Pd è stato letteralmente cannibalizzato dal Movimento Cinque Stelle, quegli alleati con cui è stato costruito il successo elettorale a Napoli e in altre città della Campania, quelli dell’”agenda progressista”, quelli del reddito di cittadinanza.

Ma al di là dei processi post elezioni il mondo del Pd Campano si interroga sulle ragioni di una sconfitta che parte da lontano. A cominciare da due temi fondamentali: Sanità e Lavoro. Moscia, blanda, incosistente la proposta di Letta e dei vertici del Pd su questi argomenti.

Blande le risposte anche alle domande, pressanti, che arrivavano dall’interno. Domande senza risposta nonostante il ruolo di Governo ricoperto da molti esponenti del Partito Democratico.

Cosa ha fatto Letta, segretario nazionale uscente del Pd,  per riequilibrare la situazione del riparto dei fondi per la Sanità Campana. Sull’argomento più volte,  e da anni, De Luca aveva tuonato arrivando addirittura a denunciare il Governo.

I criteri per la ripartizione del fondo nazionale per la sanità tra le Regioni, mai applicati, sono «età anagrafica, aspettativa di vita, deprivazione sociale dal 1996 e si rinviava a ulteriori scadenze nel 2011, poi nel 2015: si impegnava il ministero dell’Economia a definire finalmente i criteri su cui fare il riparto del fondo nazionale sanitario».

Argomento più volte trattato dal Presidente della Regione senza mai un sostegno da parte del partito e dagli uomini del Segretario Nazionale al punto da spingere lo stesso De Luca annunciare la presentazione di un ricorso al Tar contro il «silenzio-inadempimento» di ministero della Salute, ministero dell’Economia e Governo.

Ed ancora De Luca: «Il ministero della Salute dorme in piedi, non hanno fatto niente e ci siamo trovati ogni volta in conferenza delle Regioni a essere ricattati dal governo con la complicità di gran parte dei Presidenti delle Regioni che dicevano: se non approviamo il riparto, si bloccano i finanziamenti e vi assumete la responsabilità. Da quest’anno abbiamo deciso di assumerci la responsabilità e bloccare tutto e non arretriamo di una virgola se non fanno le persone serie».

Dove era Letta? Cosa diceva il Pd su questo argomento. Cosa ha fatto?

E quale è stata la proposta sul tema lavoro? Letta, anche sul grande piano per il lavoro ai giovani del sud, la promessa di 300mila posti nella pubblica amministrazione, storica battaglia del governatore campano, ha detto o fatto qualcosa di concreto?

Poteva diventare il mantra della campagna elettorale ed invece non lo è stato se non qualche timido accenno nella parte finale della campagna elettorale.

Poteva e doveva essere la vera partita da contrapporre al sussidio di cittadinanza che a Napoli e in Campania conta 229mila famiglie di percettori (a fronte delle 224mila famiglie dell’intero nord) ed invece non lo è stato

Quel piano, tra le proposte programmatiche dem, rappresentava sicuramente la carta più competitiva nel mezzogiorno, ma è stato ascoltato tardi, troppo tardi da Letta e dai suoi

Più che una sconfitta, quello del Pd in Campania, è un autogol, una sconfitta annunciata su cui i vertici del Nazareno farebbero bene a fornire qualche risposta ai cittadini Campani, anche quelli che non hanno votato, che aspettano ancora di sapere perchè la Campania viene mortificata per quanto riguarda il riparto fondi della  Sanità e  perchè nessuno ha preso in considerazione il piano per il lavoro lanciato da De Luca?

5 Commenti

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  • L’unico piano per il lavoro lanciato da De Luca è quello che riguarda il figlio Pierino

  • Non c’entra niente il partito, è finita un’epoca, mettetevelo nelle chiocche, la pensione non è un disonore per nessuno.

  • È inutile che vi appellate alle battaglie contro i mulini a vento, la sconfitta va ricercata nell’arroganza del blocco di potere creato dalla cricca deluchiana, che alla lunga non viene più creduta da nessuno. A casa, è ora di cambiare metodo.

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