Coldiretti: In Campania persi in dieci anni quasi 40 mila ettari di suolo agricolo

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Un territorio sempre più fragile, anche a causa dell’abbandono e dalla cementificazione che hanno ridotto la capacità di assorbimento della pioggia e messo a rischio l’ambiente e la sicurezza dei cittadini con frane e alluvioni. E’ quanto denuncia Coldiretti Campania nell’esprimere profondo cordoglio per le vittime provocate dalla frana a Casamicciola sull’isola d’Ischia. Se i cambiamenti climatici tendono alla tropicalizzazione, con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, rapido passaggio dal sole al maltempo e precipitazioni brevi ed intense con oltre 9 comuni su 10 in Italia (il 93,9% del totale) che secondo i dati Ispra sono in aree a rischio idrogeologico per frane e alluvioni, il consumo di suolo è un fenomeno inarrestabile.

 Negli ultimi 50 anni è scomparso quasi 1 terreno agricolo su 3 (-30%). In Campania solo negli ultimi 10 anni la superficie agricola utilizzata è passata da circa 590 mila ettari a poco più di 550 mila, con una riduzione dell’8%.  Pertanto – spiega Coldiretti Campania – quasi 40 mila ettari sono spariti dalla manutenzione delle aziende agricole a causa della cementificazione oppure dell’abbandono. Entrambi i fenomeni riducono la resilienza del suolo rispetto ai fenomeni atmosferici. In Italia il rapporto tra abitanti e superficie agricola utilizzata è pari a 467 abitanti ogni 100 ettari. Nel Mezzogiorno è pari a 319 abitanti ogni 100 ettari. In Campania ci sono in media 1.036 abitanti ogni 100 ettari di terreno agricolo.

 La prevenzione del dissesto idrogeologico – sottolinea Coldiretti Campania – passa attraverso il recupero di suolo agricolo e la manutenzione delle aree boschive. Per queste ragioni la Campania deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico.

Alla popolazione di Casamicciola e di Ischia – conclude Coldiretti Campania – occorrono un sostegno immediato e concreto, ma per smettere la conta delle emergenze è necessario accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dare vita ad uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio.

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