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Salernitana, Caso Dia: “impatto sul bilancio granata”. Di Antonio Sanges

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Dal punto di vista aziendale, il caso Dia, quanto incide sul bilancio della Salernitana? In relazione a quanto evidenziato, il “provvisorio allontanamento” del calciatore senegalese dal parco calciatori del club granata, , in sede di calciomercato potrebbe determinare una “minusvalenza” aziendale ( rispetto al valore di mercato attuale), ed un minore valore mensile dello stipendio mensile ( importo lordo annuo pari a 2.560 mln euro) da corrispondere come convenuto  contrattualmente.

Allo stato il calciatore senegalese risulta avere un valore di mercato pari a 18 mln di euro e lo stesso si colloca al 1^ posto tra  i calciatori della Salernitana , 5^ posto tra i calciatori del Senegal, 64 posto tra le punte centrali,  65 posto tra i calciatori piu preziosi  della serie A. (Fonte Transfermarkt).

Bisogna osservare che per la stagione 23/24,  il costo stimato del monte ingaggi del club granata risulta essere pari a 31.340 mln di euro, con media calciatore pari a 949 mila euro. (Fonte Capology)

Nel bilancio societario della Salernitana il calciatore Dia (al pari degli altri giocatori) risulta posizionato tra la voce caratterizzante relativa ai “diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori” ( valore di bilancio al 30 giugno 23 pari a 59.707 mln euro), presente nelle immobilizzazioni immateriali, a tale voce di bilancio  corrisponde il valore d’acquisto del cartellino dei calciatori; tutti i costi relativi all’acquisto, comprensivi anche delle commissioni all’agente, premi eventuali alla firma, bonus , voce presente anche quando l’acquisto del calciatore avviene a parametro zero.

Sul tema della “sostenibilità economica” dell’azienda calcio, nel corso della riunione Lega Calcio  di gennaio duemilaventiquattro, il presidente della Salernitana Danilo Iervolino, ha proposto “l’exit strategy” per superare la crisi dell’azienda calcio italiana. Le “cinque proposte aziendali” di Iervolino  risultano essere le seguenti:

1) sostenibilità finanziaria dei club (da attivare attraverso un preciso intervento regolatore),

2) stadi (il rilancio dell’azienda calcio dovrà essere organizzata con una robusta iniezione e realizzazione di infrastrutture),

3) fiscalità (credito d’imposta sugli investimenti dei club nel settore giovanile),

4) betting,

5) riforma dei campionati (riduzione delle retrocessioni e promozioni per stabilizzare gli investimenti societari). (Fonte Il Corriere dello Sport)

Salernitana: dopo la sconfitta di Cagliari redigere un “nuovo piano industriale” per rilanciare il “brand granata”.

Antonio Sanges – Dottore Commercialista

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