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Il Codacons lancia la campagna per il definitivo rilancio degli scavi nell’area di Paestum

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Il Codacons Campania annuncia una campagna per la tutela e la valorizzazione del Parco archeologico di Paestum. In un appello al Ministro della Cultura Sangiuliano l’associazione ha chiesto al responsabile del Dicastero il completamento dello scavo dell’Anfiteatro romano, portato alla luce solo in parte poiché una metà dell’opera è sepolta sotto la strada che taglia l’area archeologica.

«Inspiegabilmente – si legge nella Nota al Ministro, – il Piano di azione denominato “Scavo spettacolare dell’anfiteatro romano e dismissione di un primo tratto della ex SS 18” annunciato, oltre 10 anni fa, dal Comune di Capaccio-Paestum non ha avuto esecuzione».

“Il progetto comunale è rimasto solo sulla carta” afferma l’avvocato Pierluigi Morena, dell’ufficio legale Codacons Campania, “abbiamo ottenuto gli atti, agli annunci pomposi non ha fatto seguito alcun avvio del cantiere. Non è la prima volta che il Codacons – continua l’Avv. Morena – accende i riflettori sull’area archeologica di Paestum. Infatti in un recente passato ci siamo soffermati sul Piano strategico del Parco chiedendo una più incisiva azione di demanializzazione dei terreni privati all’interno delle mura, oggi solo il 18% dei terreni ubicati all’interno della cinta muraria è di natura demaniale”.

“Ora è il Ministero che deve intervenire per il completo recupero dell’anfiteatro”, rincara il professore Enrico Marchetti, presidente del Codacons Campania, “abbiamo chiesto di trovare fondi adeguati per programmare un intervento che riporterebbe ad antico splendore un’opera meravigliosa, incastonata in un’area che il mondo ci invidia”.

Alla campagna sull’anfiteatro ha aderito Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico che in una puntata di ‘Sapiens’ dello scorso dicembre interamente dedicata al sito di Paestum ha definito “una vergogna” il mancato completamento dello scavo dell’anfiteatro. L’associazione sottolinea come un intervento di recupero assicurerebbe l’ulteriore valorizzazione di un parco che è patrimonio dell’Unesco e darebbe una concreta attuazione all’articolo 9 della nostra Costituzione.

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