Dramma lavoro: ufficiale la chiusura della Treofan di Battipaglia

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Con una lettera firmata dal CEO Manfred Kaufman e dal Cfo Deepak Jaiin, il management di Jindal ha annunciato pubblicamente oggi la chiusura dell’impianto produttivo Treofan di Battipaglia.

Data l’estrema pressione sui prezzi e sui costi nel nostro settore, essere competitivi in ogni aspetto del nostro business è assolutamente cruciale per costruire il futuro .- si legge nel comunicato ufficiale dell’azienda – Vogliamo diventare il fornitore Europeo di maggiore successo nelle pellicole per confezioni ed etichette, con il più ampio portafoglio di prodotti speciali. Sfortunatamente, Battipaglia è uno stabilimento relativamente piccolo, con tecnologie datate e focalizzate sui prodotti commodity. Tenendo presente il nostro assetto produttivo, la complessiva sovraccapacità esistente nel mercato e la nostra strategia basata su pellicole speciali ad alto valore aggiunto, mantenere questa produzione vorrebbe dire accumulare ulteriori perdite che potrebbero danneggiare tutte le altre componenti della nostra società. Viceversa, la nostra strategia è di costruire un assetto competitivo in termini di qualità, capacità produttiva, costo del lavoro, logistica e di tutti i parametri fondamentali”.

“La missione che condividiamo è di realizzare questo disegno. Come noto, – si legge ancora nella nota – la principale priorità del management è di realizzare con successo l’integrazione delle due società a livello di gruppi di lavoro, processi e produzioni, costruendo la base per un futuro sostenibile. Lo faremo insieme per vincere e siamo a disposizione per rispondere alle vostre eventuali domande”.

OGGI L’ARRIVO DELL’ULTIMO STIPENDIO, QUELLO RELATIVO AL MESE DI DICEMBRE.

Una notizia che nessuno avrebbe voluto leggere. E che implica il licenziamento per i dipendenti dell’azienda. Questo motiva la scelta della Jindal dell’invio di quindici vigilantes davanti allo stabilimento già da questa mattina.

Le maestranze si recheranno presso Confindustria, dove sono stati convocati.

Finisce così, nel peggiore dei modi, una vicenda che tiene banco da mesi e che aveva visto il coinvolgimento anche delle istituzioni, fra cui il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA UFFICIALE

Colleghi,

oggi, il management ha annunciato pubblicamente una decisione molto difficile: ci apprestiamo a chiudere il nostro stabilimento produttivo di Battipaglia in Italia. Sono in fase di avvio i negoziati per definire esattamente il processo e vogliamo assicurare che il management farà tutto quanto in suo potere per trovare una soluzione socialmente accettabile per tutti i colleghi coinvolti. Molti di loro hanno fatto parte della nostra organizzazione per parecchi anni e non hanno nessuna responsabilità per il fatto che lo scenario di mercato è cambiato così drasticamente negli ultimi anni. Dato l’estrema pressione sui prezzi e sui costi nel nostro settore, essere competitivi in ogni aspetto del nostro business è assolutamente cruciale per costruire il futuro: vogliamo diventare il fornitore Europeo di maggiore successo nelle pellicole per confezioni ed etichette, con il più ampio portafoglio di prodotti speciali. Sfortunatamente, Battipaglia è uno stabilimento relativamente piccolo, con tecnologie datate e focalizzate sui prodotti commodity. Tenendo presente il nostro assetto produttivo, la complessiva sovraccapacità esistente nel mercato e la nostra strategia basata su pellicole speciali ad alto valore aggiunto, mantenere questa produzione vorrebbe dire accumulare ulteriori perdite che potrebbero danneggiare tutte le altre componenti della nostra società. Viceversa, la nostra strategia è di costruire un assetto competitivo in termini di qualità, capacità produttiva, costo del lavoro, logistica e di tutti i parametri fondamentali. La missione che condividiamo è di realizzare questo disegno. Come noto, la principale priorità del management è di realizzare con successo l’integrazione delle due società a livello di gruppi di lavoro, processi e produzioni, costruendo la base per un futuro sostenibile. Lo faremo insieme per vincere e siamo a disposizione per rispondere alle vostre eventuali domande.

Cordiali saluti

Manfred Kaufmann

Fonte LiraTv

 

19 Commenti

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  • in tutto questo : cgil , cisl , uil , ugl , cisal , dove sono ????? Queste famiglie andranno a casa di Camusso e company ?????? SI VERGOGNINO !!!!!!!!

  • I sindacati fanno i mediatori tra governo e proprietà,chi lavora ne privato lo sa bene,non fanno i datori di lavoro anche se dei sindacati non me frega niente..

  • E il governo del cambiamento?? E gli avvocati del popolo?? Di sicuro sono cambiati i “membri”, ma i culi restano sempre i nostri!!!

  • Il trasformismo di DiMaio ė qualcosa di impressionante,peggio della più becera politica della vecchia DC

  • ma perche’ i sindacati esistono?? al max troveranno un altra collocazione a quelli rimasti senza lavoro…..

  • non deve uscire uno spillo dalla fabbrica….in alternativa muore Sansone con tutti i filistei…!

  • Pensate ai famosi Navigator che spediranno migliaia di disoccupati in aziende prossime al fallimento al sud Italia, invece di fare bandi pubblici per il pubblico impiego, mandare a casa gli anziani e dare spazio ai giovani nel pubblico così sei certo di uno stipendio puoi fare un mutuo, una famiglia e gli anziani possono godersi i nipoti anzi direi che i bambini potranno godersi i nonni

  • allora il pagamento delle tessere del sindacato a cosa serve ????? e di cosa si lavano la bocca ?? e purtroppo il sottoscritto , pur pagando la tessera del sindacato ” UIL ” e non ho nessun timore a dirlo , dopo aver perso il posto di lavoro ho dovuto pagare anche l ‘ avvocato del sindacato : ovviamente senza nessuno straccio di ricevuta…… quindi che andassero a rubare…….ah ! già lo fanno

  • Ma perché date la colpa al governo attuale. La colpa è delle politiche sbagliate che hanno elargito finanziamenti ed agevolazioni ad imprenditori esteri senza pensare a tutelarsi in caso di chiusura. È colpa delle troppe tasse alle aziende che innalzano il costo del lavoro e ci rendono non competitivi. È colpa della monnezza che ci ha governato nei decenni passati non degli “sfrantumati” che ci governano da pochi mesi. Se fra qualche anno si dovessero ripetere un evento simile allora potremmo prendercela con Giggino.

  • I sindacati sono organismi politici asserviti al potere. Ai sindacalisti sta a cuore solo il loro benessere personale altro che quello dei lavoratori.

  • X Anonimus, serve come il voto dato al cambiamento: fabbriche chiuse e gente a casa. A quanto vedo cambia solo l’orchestra ma la musica resta la stessa.

  • Si dovrebbe lavorare affinchè attività e lavoratori riprendano come impresa sociale la produzione. Cosa già avvenuta in altre realtà del Paese. Il punto è che da noi, al Sud, non si è mai riusciti a dare vita a tali cambiamenti.

  • X marcos 2 hai ragione , ma allora cancelliamo i sindacati così si risparmiano stipendi da favola e i lavoratori hanno 12/15 € in più in tasca . RIVOLUZIONE ????

  • Il padrone vende. Il padrone licenzia. il Governo tace: il sindacato cosa dovrebbe fare? Il sindacato lavora quando i suoi interlocutori, Governo, MInistro e Padrone lo interpellano. Qua il padrone ha deciso, il Governo e il Ministro tacciono, e voi lo volete dal sindacato? In democrazia questi sono i meccanismi procedurali. Non vi piacciono? Amen! Vi piace la tanica di benzina? la dinamite? La rappresaglia? Amen! Se avete le palle voi, fatelo. Ma dovete avere le palle. Non si pagano 10 euro al mese per delegare qualcun altro ad avere le palle…!! Altrimenti siete solo speculatori, solo leoni da tastiera … , MUNNEZZ !!

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