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Lavoro nero nelle attività di ristorazione in provincia di Salerno, il monito della Cisl salernitana

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“Se si vuole combattere il lavoro nero è necessario che, organizzazioni sindacali e istituzioni, diano vita a una vera e propria cultura della legalità forte, affiancata da una efficace azione di controllo, e non di criticare l’inasprimento delle sanzioni che sono state decise dall’Unione Europea” . Così Matteo Buono, segretario generale della Cisl Salerno, interviene sul fenomeno del lavoro sommerso nelle attività di ristorazione della provincia che, secondo i dati dell’Ispettorato del Lavoro, raggiungerebbero  una percentuale molto elevata.

“Non possiamo invitare gli imprenditori a mettersi in regola perché le sanzioni sono aumentate in maniera esponenziale. Bisogna farlo per una forma mentis che sia indirizzata verso la legalità. Per questo c’è bisogno del lavoro di tutti: sindacati, istituzioni e organi deputati ai controlli.

Serve un cambio di rotta, a partire da una cultura che non deve più cercare di giustificare l’imprenditore che sbaglia, ma che deve aiutare chi invece vuole, con tutte le sue forze, non trasgredire la legge”. Un nuovo corso necessario per Buono, anche alla luce degli ultimi dati sull’evasione fiscale, che vedono la provincia di Salerno tra i territori più a rischio: “Il tempo delle belle parole e degli slogan deve terminare qui. Non si può più perdere altro tempo”, ha detto Buono.

“Alla crisi economica non possiamo aggiungere quella di valori. Le persone vengono prima di ogni profitto. Per questo non condivido chi invita gli imprenditori a mettersi in regola per evitare le sanzioni salate dell’Ue. Bisogna rispettare la legge perché un imprenditore corretto non può fare che bene all’intero tessuto economico salernitano”.

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