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Camplone (Perugia) a Terni per vedere match serie B accerchiato da tifosi locali torna a casa

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Lui dice di no – la scaramanzia nel mondo del calcio vale quasi quanto la tattica – ma l’allenatore del Perugia, Andrea Camplone, giovedì sera avrebbe voluto assistere a Ternana-Pescara, sia perché Pescara è la sua città, ma anche, e forse soprattutto, per vedere da vicino due squadre che l’anno prossimo incrocerà sul campo. Ma non gli è stato permesso.

Anche se il tecnico biancorosso ridimensiona fortemente l’episodio – rispetto alle varie versioni circolate nella mattinata di venerdì – gli è stato di fatto impedito di raggiungere il posto in tribuna: «Stavamo arrivando allo stadio – racconta Camplone – quando intorno alla nostra auto si sono raggruppati alcuni ragazzi, circa una ventina, che hanno iniziato a lanciare invettive. Ho provato a parlare con loro – spiega – ma alla fine ho preferito fare marcia indietro e tornare a casa, tutto qui».

Tutto qui, dice Camplone. Ma mica va bene. Anche se il tecnico spiega che «non c’è stata nessuna aggressione o colpi contro l’auto, ma solo frasi pesanti e urlacci». Lui, comunque, è stato costretto a ripartire verso Perugia senza poter assistere alla partita: «Certe cose, effettivamente – dice Camplone – andrebbero evitate, soprattutto in un periodo nel quale di motivi di vera tensione ce ne sono anche troppi. Il nostro è un lavoro, e uno sport, che dovrebbe servire proprio a ridurne l’impatto».

Anche perché nel prossimo campionato di serie B – se entrambe le squadre centreranno gli obiettivi – ci saranno in programma due derby e l’accoglienza riservata al tecnico biancorosso non lascia presagire nulla di positivo. Forse sarà il caso di cominciare a ‘lavorarci’, da parte di chi può e deve.

Fonte: Umbria 24

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