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Vicenza in Serie B, beffato il Pisa. Resta fuori anche la Salernitana

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E’ il Vicenza la 22esima squadra che disputerà il prossimo campionato di Serie B. I veneti hanno letteralmente ribaltato il verdetto che vedeva il Pisa avanti a tutti, Salernitana compresa. Il Vicenza ha vinto la corsa al
posto in cadetteria soprattutto per la documentazione incompleta che sarebbe stata presentata dal Pisa. I toscani avanti nel calcolo dei punteggi nella graduatoria. Il Pisa non ci sta ed annuncia ricorso. Per la Salernitana ed i suoi tifosi è stato un pomeriggio di forti fibrillazioni. Dalla indiscrezione circa la presenza di Lotito in Figc, poi smentita, alla lunga attesa fino alle 14 quando è cominciata la riunione in federazione. Poi le indiscrezioni giornalistiche che davano Pisa e Salernitana in un testa a testa con i granata leggermente in vantaggio. Poi, con il passare delle ore il Pisa scavalca tutti è primo in graduatoria. Allo stadio toscano i tifosi cominciano a fare festa ma poi arriva la beffa: Pisa primo ma passa il Vicenza per via della documentazione incompleta per lo stadio Arena Garibaldi.

Mancava un documento relativo all’impianto di illuminazione, che però secondo la società toscana non era stato richiesto fino a oggi. “I numeri hanno dato ragione al Pisa”, ha affermato Battini, che si affida ora all’avvocato Mattia Grassani, specialista del diritto sportivo: il ds dei toscani Pino Vitale parla invece di ”dilettanti” che lavorano con Battini. Delusione anche per la Juve Stabia, da cui ambienti trapela la possibilità di un ricorso al Tar.

“E’ una scelta che faremo con serietà, responsabilità, e la consapevolezza di dare qualche dispiacere”, aveva detto in mattinata il presidente della Lega di B Andrea Abodi, primo del meeting Aia. Alla riunione degli arbitri, prima volta da presidente federale di Carlo Tavecchio: “Non possiamo più permetterci di sbagliare – ha sottolineato – ogni stagione ha i suoi fermenti: bisogna sfruttare questi due anni per le riforme, che al calcio servono come quelle per il Paese, ma se non troveremo fra di noi collegialità e comportamenti consoni allora sarà dura”.

Riforme, dunque, e discontinuità: queste le linee guida di Tavecchio. ”Forse ho responsabilità più grandi di me, ma ricordo che in questi anni ho dedicato tutto il mio tempo al calcio, non ho altri interessi; con la collaborazione di tutte le componenti e le istituzioni potremo provare a ripartire. Le riforme devono partire dalla base, coinvolgendo i centri giovanili federali, creando un’organizzazione di scouting, oggi le società si affidano solo alle proprie organizzazioni. Inoltre – ha continuato Tavecchio – bisogna lavorare sulle riforme dei campionati, non possiamo più permetterci tutti questi club professionisti perché le risorse rischiano di essere meno importanti. Tutti questi cambiamenti, compreso quello che dovrà rendere la Federazione più snella, al passo con i tempi e con un ricambio generazionale nella classe dirigente, avranno bisogno anche di discontinuità rispetto al passato”. Ottimista il presidente della Lazio Claudio Lotito, fra i grandi elettori di Tavecchio: “Carlo ha l’autonomia e la personalità per fare qualsiasi cosa, attraverso lui si possono creare quelle riforme da noi auspicate”.

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