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Figli in politica, De Luca: “Perchè no?”

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Le polemiche sulle candidature dei figli di chi fa politica sono “delle imbecillità tutte italiane” perché “il problema non è essere ‘figli di’ ma sapere se il figlio è un cretino. Se è cretino non va bene, se è una persona per bene e capace che venga e giudichino gli elettori”. Lo ha detto Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano delle polemiche per la discesa in campo nelle liste per le elezioni regionali di alcuni figli di politici. “A me questa cosa dei figli – ha detto De luca – dà molto fastidio siamo l’unico paese al mondo così ipocrita da porre come problema politico questo dei padri e dei figli.

I notai, gli avvocati, i commercialisti lasciano lo studio ai figli e capita pure in politica. Finiamola con queste imbecillità tutte italiane. In America puoi avere i Kennedy o i Clinton o i Bush che si candidano di generazione in generazione. Lo stesso accade in Germania, in Gran Bretagna, poi arriviamo in Italia e tutti quelli che hanno risolto i problemi familiari dei figli e dei nipoti pongono i problemi dei figli degli altri. Se i figli sono bravi e capaci che vadano avanti se sono imbecilli vadano indietro”

 

Foto profilo facebook pagina Vincenzo De Luca. De Luca ha visitato due scuole superiori di Napoli incontrando i docenti e gli studenti dell’Istituto tecnico Fermi-Gadda e del Caselli. “Ho apprezzato la tanta voglia e la passione nell’aiutare i giovani a maturare il proprio talento nel settore delle nuove tecnologie e della ceramica in un contesto di difficoltà strutturali ed operative.

La situazione del Caselli, una rara scuola di ceramica collocata nel parco di Capodimonte, è preoccupanfe poiché rischia l’accorpamento e la dispersione di un enorme patrimonio di competenze didattiche ed artistiche. Bisogna impegnarsi per scongiurare questo pericolo e preservare la filiera d’eccellenza della ceramica di Capodimonte apprezzata in tutto il mondo.

Per il Fermi-Gadda, invece, è necessario potenziare le sinergie con le aziende campane ad alto contenuto tecnologico per impedire che questi giovani talenti siano costretti ad emigrare”!.

 

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