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Impresentabili, Roberti a Radio 24: «Il discrimine è il rinvio a giudizio»

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“Non conosco la categoria giuridica degli ‘impresentabili’,ma c’è un codice di autoregolamentazione che i partiti hanno firmato e con il quale si impegnano a non candidare persone rinviate a giudizio, condannate anche in primo grado o raggiunte da misura di custodia cautelare non annullata per una serie di reati gravi, come i reati di mafia, quelli contro la pubblica amministrazione o i reati in materia ambientale. Io mi attengo a questo criterio oggettivo.

Il discrimine per determinare se una persona è candidabile è il rinvio a giudizio, e questo lo si può accertare. Quindi una persona che è soltanto indagata è teoricamente candidabile, ma qui entra in discussione anche la scelta e l’etica dei partiti”. Così il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, a “24 Mattino”, ha commentato la vicenda dei cosiddetti ‘impresentabili’, candidati presenti nelle liste delle regionali.

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