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Regionali, Carfagna: “Siamo stati poco incisivi”

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“In Campania Caldoro ereditò una Regione sull’orlo del fallimento. Ha riparato i guasti, ha risanato i conti e l’ha fatto molto bene. Si poteva fare di più? Si poteva fare meglio? Sarà necessario fare una riflessione, anche critica. Sicuramente occorreva una maggiore incisività, forse è stato comunicato poco e tardi quello che si è fatto”. Intervistata dal Mattino, Mara Carfagna, portavoce di Fi alla Camera, torna così sul voto campano. “Anche in campagna elettorale – dice – è mancato il contatto con la gente.

La gente c’era, voleva partecipare ma si è sentita coinvolta tardi e lo dimostra la straordinaria partecipazione che c’è stata in occasione della visita di Berlusconi”. Sulla sconfitta di Caldoro ha pesato il trasformismo di cosentiani e di De Mita?

“È evidente – risponde l’ex ministro – che l’Udc di De Mita e i trasformisti presenti in varie liste hanno garantito in termini numerici la vittoria a De Luca che, pur di vincere la sua battaglia, è sceso a compromessi accettando che nella sua coalizione convivesse tutto e il contrario di tutto”. Inoltre, aggiunge, “inserendo De Luca nella lista degli impresentabili, la Bindi ha scatenato un sentimento di orgoglio. I salernitani non hanno accettato che a De Luca, sindaco per venti anni, venisse affibbiata l’etichetta di impresentabile”. “Il limite del centrodestra? Non ha saputo interpretare fino in fondo il grido di dolore che si è alzato nel Sud e in Campania per una crisi che dura da troppo tempo”.

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