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Usura ed estorsioni: altro provvedimento di custodia cautelare per il boss Giovanni Marandino

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Gli Agenti della Squadra Mobile di Salerno, Sezione Criminalità Organizzata, hanno eseguito un provvedimento cautelare personale emesso dal GIP presso il Tribunale di Salerno su richiesta della DDA, nei confronti di Giovanni Marandino, classe 1937, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari. All’uomo sono stati contestati reati commessi a Capaccio ed Agropoli dal 4 dicembre 2013. Determinanti nelle indagini le dichiarazioni di alcuni imprenditori della Piana del Sele che hanno deciso di denunciare i soprusi, minacce e le richieste estorsive del Marandino. Il provvedimento cautelare si inquadra in una passata vicenda giudiziaria a seguito della quale furono emessi il 25 settembre 2014, 7 fermi eseguiti sempre dalla Squadra Mobile.

I soggetti all’epoca dei fatti, erano stati ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo camorristico, estorsione ed usura ed altro ed il Marandino risultò promotore e capo di quell’Associazione. Pregiudicato dal curriculum criminale di grande rilievo, l’uomo già nella seconda metà degli anni ’70 era esponente di spicco dell’Organizzazione malavitosa denominata “Nuova Camorra Organizzata” il cui capo era il boss Raffaele Cutolo del quale Marandino gestì la latitanza fino al maggio del 1979 quando “il professore” di San Giuseppe Vesuviano venne catturato ad Albanella, nel salernitano. Sono stati eseguiti decreti di perquisizioni nei confronti di alcuni soggetti, al momento non indagati, le cui posizioni saranno oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.

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