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Scuola: Giannini, immorale parlare di deportazione

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“È immorale parlare di deportazione nella scuola. Quella parola ci evoca momenti della storia ben più drammatici”. A dirlo è il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, Stefania Giannini, a Salerno, in occasione dell’evento Panorama d’Italia. “L’80% degli insegnanti italiani, e parlo soprattutto dei nuovi assunti, è nato e vive a sud di Roma; il 67% delle cattedre disponibili è a nord di Roma. Ribaltare la geografia è un’operazione complessa che nessuno può attuare. Abbiamo fatto una legge che ha dato un’opportunità straordinaria a tutti coloro che da decenni, in alcuni casi, aspettavano il diritto, e sottolineo il diritto, della stabilità di un posto di lavoro”.

“Abbiamo dato quest’anno, – spiega ancora il ministro Giannini – con un piano di mobilità straordinaria, la possibilità a 207 mila insegnanti, anche quelli già in ruolo, di ritornare nelle loro sedi, quando in molti casi erano stati per anni fuori. È chiaro che c’è ancora un fenomeno di mobilità da sistemare che stiamo facendo tutti i giorni. Vedremo se ci sarà la necessità di qualche altro aggiustamento. Ne abbiamo fatti già in corso d’opera e mi sembra con ottimi risultati”, ha concluso Giannini.

“Giannini, Salerno non ti vuole”: è il testo di uno degli striscioni che hanno accolto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini intervenuta a Palazzo di Città per uno degli appuntamenti di Panorama d’Italia. Una quarantina, tra insegnanti e studenti hanno protestato contro la riforma della scuola.

Il ministro Giannini, però, piuttosto che replicare alle contestazioni, seppure a distanza, preferisce parlare dei suoi obiettivi che – dice ai giornalisti – sono “chiari: attuazione di una legge che sta cominciando a mostrare i suoi frutti concreti dall’alternanza scuola lavoro al piano nazionale della scuola digitale a tutti i complessi ma importantissimi processi che ci stanno portando in Europa, come la valutazione delle scuole che è partita molto bene, con una rapporto di autovalutazione completato per tutte le scuole italiane”.

“Adesso – ha proseguito il ministro – anche la valutazione esterna, dato proprio di oggi, quest’anno, con un campione random, ha raggiunto il 5% delle scuole,con un target definito del 10% per il prossimo anno”. “Questo ci consentirà di andare in Europa con le carte giuste per essere paragonati agli altri sistemi educativi e dare ai nostri ragazzi le competenze che servono”, ha concluso Giannini. .

Sui test di Medicina dice: “Quest’anno i test sono stati gestiti in modo molto regolare, non c’è stata nessuna segnalazione di irregolarità. Il test è stato migliorato. Me ne sono occupata personalmente”. Secondo il ministro, “i posti disponibili che devono restare assolutamente programmati – cosa che ha fatto fare un salto di qualità alla formazione medico italiana ai primi posti insieme alla Francia in Europa e quindi nel mondo – e la platea di studenti meritevoli deve poter avere la possibilità di accedere”.

Per Giannini, “si potrà perfezionare lo strumento con modelli migliorativi rispetto a quello attuale ma sicuramente il numero programmato è un valore”. Su una ipotesi di divario tra Sud e Nord, in generale, il ministro ha aggiunto che “ci sono molte eccellenze universitarie anche al Sud.

Noi stiamo facendo con il ministro Calenda un lavoro preciso e puntuale sull’industria 4.0 e, per quel che ci riguarda, sui fattori abilitanti, e avrete delle belle sorprese, con centri finanziati e finanziabili di eccellenza anche al Sud”. “Il Sud non ha un problema universitario specifico, – sostiene il ministro – ha un problema Sud, nel senso che è un territorio che si deve trovare il modo di valorizzare e far esprimere alla massima potenza, affrontando di petto quelli che sono i problemi storici che non scopriamo certo noi”.


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