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Ictus fatale dopo essere stato visitato e dimesso per tre volte, una condanna

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Un medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale Ruggi di Salerno è stato condannato in Appello a sei mesi con pena sospesa per la morte di Carmine Voccia, il portalettere di Baronissi deceduto per un ictus a 55 anni dopo essere stato visitato e dimesso, per tre volte, dagli ospedali di Salerno e Mercato San Severino. La vicenda risale al 2009. Carmine Voccia era in sella a uno scooter e stava percorrendo il corso Garibaldi di Baronissi quando il conducente di un’auto svoltò a sinistra senza accorgersi di quello scooter che lo stava sorpassando.

La vettura toccò con la ruota anteriore sinistra uno spigolo della pedana del ciclomotore e Voccia rovinò a terra, riportando danni alla cervicale e alla carotide. Era il 9 maggio. Il ferito fu portato all’ospedale di San Severino e da qui dimesso tre giorni dopo. In primo grado la dottoressa che firmò quella dimissioni era stata condannata a sei mesi di reclusione. Ieri, in appello è stata assolta mentre è stato condannato  un altro medico che era in servizio al Pronto soccorso del Ruggi d’Aragona quando Voccia vi arrivò il 15 maggio continuando a lamentare malesseri.

Il medico condannato in Appello non riscontrò elementi che rendevano necessario il ricovero, ma invitò il paziente a tornare nei giorni successivi per sottoporsi ad alcuni accertamenti. In quel momento, si legge nel capo d’imputazione, «il quadro cerebrale non era ancora compromesso», e l’ictus che ha poi ucciso Voccia poteva forse essere evitato. Quando tre giorni dopo il paziente tornò nell’ospedale di via San Leonardo le sue condizioni erano invece già gravi, e il 23 maggio morì in reparto.

Lo scrive il quotidiano La Città oggi in edicola

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