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Antonio contaminato dall’Uranio in Afghanistan lotta per la vita e per i suoi diritti

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Antonio Attianese, 38enne militare di Sant’Egidio del Monte Albino, ex ranger del quarto reggimento alpini paracadutisti, sposato e con due figli,  dopo 35 interventi e 100 ricoveri per essere entrato in contatto con l’uranio impoverito dopo due missioni in Afghanistan sta combattendo con tutte le sue forze anche la battaglia legale per la causa di servizio.

A darne notizia il quotidiano Il Mattino oggi in edicola e che racconta il calvario durato 13 anni dopo il  ‘no’ dal ministero della Difesa per l’assistenza.

Al rientro dalla missione Enduring Freedom Antonio avverte i primi sintomi della malattia: tracce di sangue nelle urine. Si scopre la presenza di un tumore alla vescica, dovuto alla «esposizione a un inquinamento ambientale contenente polveri di acciaio e tungsteno», il metallo pesante presente nelle munizioni.

Oltre al tumore Antonio è costretto a combattere un’altra battaglia quella per far valere i suoi diritti e l’applicazione della e 65/84 dello stato maggiore dell’Esercito, che prevede il «monitoraggio del personale delle forze armate affetto da grave patologia, l’assistenza in campo sanitario, amministrativo, spirituale, psicologico,morale e materiale a favore dei militari e dei loro familiari».

Fonte IlMattino

 

 

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