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Coni: calcio fuori dalla Giunta, non succedeva dal 1960

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La svolta del calcio. Con la Serie A ormai verso il commissariamento e per la prima volta dopo tantissimi anni senza un proprio rappresentante nella Giunta nazionale del Coni.

La notizia si è appresa ieri, alla scadenza delle candidature al governo dello sport in vista delle elezioni del Comitato olimpico nazionale in programma l’11 maggio: non ci saranno rappresentanti del mondo del calcio nella Giunta esecutiva del Coni per il prossimo quadriennio.

Nessuna candidatura riconducibile allo sport più popolare in Italia è stata infatti presentata allo scadere dei termini in vista delle elezioni che vedono candidati alla presidenza del Coni il numero 1 uscente Giovanni Malagò e lo sfidante Sergio Grifoni.

Un’assenza, quella del pallone, che non si verificava dal 1960, presidente del Coni Giulio Onesti. Nell’ultimo quadriennio era toccato a Giancarlo Abete, vissuto all’opposizione rispetto alla politica della redistribuzione dei contributi governativi in base a criteri di meritocrazia legati ai risultati delle rappresentative in campo internazionale e olimpico.

La decisione, a quanto si apprende, è stata tutta del numero 1 federale Carlo Tavecchio che, nei due anni e mezzo al vertice di Via Allegri, si è visto tagliare quasi 30 milioni di euro di contributi e sembra comunque deciso a proseguire la sua battaglia in difesa del calcio in Consiglio nazionale (dove non ci sarà più il sindacato dopo la sconfitta di Simone Perrotta nella candidatura in quota atleti) e attraverso la stessa Giunta, dove tra gli affini non si è candidato il presidente della Fin Paolo Barelli, eterno rivale di Malagò, ma figura invece il nome di quello della Fit, Angelo Binaghi. Posto assicurato, invece, per Sergio Cammarelle e Alessandra Sensini, unici due candidati in quota atleti per altrettanti posti in Giunta.

Per la regina del windsurf si tratta di una conferma, mentre il campione di pugilato è all’esordio.

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